“La La Land”, tutta la meraviglia del Cinema

Dopo aver incantato la Mostra del Cinema di Venezia, ottenuto 7 Golden Globe e ricevuto 14 Nomination ai premi OscarLa La Land ha iniziato a conquistare il pubblico italiano, per un amore che è appena sbocciato.

Los Angeles. Mia (Emma Stone) lavora come barista dentro gli Studios della Warner Bros., servendo cappuccini e caffè alle star e agli addetti ai lavori. Ma Mia sogna di passare ‘dall’altra parte’ degli studi, proprio in mezzo agli artisti, e per avere un’occasione da attrice partecipa a provini per film e serie tv, senza particolare successo, finora. Nella caotica e colorata città degli angeli si muove anche Sebastian (Ryan Gosling), pianista e jazzista che ama suonare solo la sua musica prediletta, stile anni ’40 e ’50 pure se, a suo dire, alla maggior parte delle persone non interessi abbastanza, o almeno non quanto ai tempi di Louis Armstrong.
Quasi per caso, Mia e Sebastian si incontrano, più di una volta, finché non si accende la fiamma dell’amore, che li travolge e li avvicina l’uno all’altra, sostenendosi a vicenda nell’inseguimento del proprio sogno. Ma fortune alterne per Mia e nuove prospettive per Sebastian potrebbero presto influire sul loro rapporto…

la la land ryan gosling emma stone

Scritto e diretto da Damien Chazelle, La La Land non è solo un film pensato semplicemente per la visione nelle sale in questo periodo, dopo aver conquistato tutti i Festival cui ha preso parte e aver incantato giurie e critici, e che andrà di certo a impreziosire le bacheche di casa tra qualche tempo quando arriverà in home video, oltre ad allietare le serate di chi lo scoprirà in tv… ma è un’opera destinata a rimanere nel tempo. Tra 30 anni, potremo dire “Ah, quando vidi La La Land per la prima volta…”

La La Land è un capolavoro (e, credetemi, il termine è appropriato) perché racchiude in sé tutta l’essenza del Cinema sul piano narrativo, artistico e tecnico, ma anche la meraviglia del mondo del grande schermo, la magia della Musica – e del jazz in particolare – incoraggiando tutti coloro che hanno un sogno da realizzare, nello spettacolo come in qualunque altro ambito, «perché alla gente piace chi mostra di avere passione».

Sono diversi gli elementi presenti nel film. La sequenza iniziale, circa 7′ di puro intrattenimento – con un piano-sequenza favoloso e una crew di ballerini in opera, con circa 60 vetture utilizzate sulla California Highway Patrol di Los Angeles – porta lo spettatore dentro il ritmo della pellicola, come da tempo non accadeva. E con la splendida “Another day of sun” ad accompagnare!

Sebastian ama il jazz di un ben preciso periodo, come accennavamo prima. Vorrebbe aprire un locale tutto per sé, ma non ne ha al momento la possibilità economica. Le sonorità che può esprimere un pianoforte, e quella libertà di creare, inventare ogni sera, sono i punti sui quali insiste e sui quali coinvolge Mia, che invece non ha nel jazz il suo genere preferito, e la musica in generale come sua passione principale… quanto piuttosto la recitazione. Nell’arco di alcune stagioni i due protagonisti, quasi per caso, prima si scontrano, poi si incontrano, uniti dallo spirito artistico e dalla capacità si sognare. Due veri sognatori, di quelli che si lasciano coinvolgere dai propri desideri. Il loro primo scambio di battute avviene negli studios dove prendeva forma il Casablanca di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman (e il capolavoro di Michael Curtiz sarà ampiamente citato ancora più avanti, e vedendo il film capirete come), mentre il loro primo appuntamento ‘ufficiale’ è nel cinema Rialto che proietta Gioventù bruciata; e infine il loro primo ballo (speciale) è all’interno del Planetarium che frequentavano nel film James Dean, Natalie Wood e Sal Mineo. Insomma, gli omaggi al cinema classico sono innumerevoli, i richiami ai musical che hanno fatto la storia – come Cantando sotto la pioggia o Un Americano a Parigi – anche, e Mia e Sebastian, in qualche modo, si completano a vicenda, avvicinandosi uno ancor di più al cinema e l’altra alla musica.

C’è da aggiungere che La La Land non è un musical nel senso più stretto, quanto nell’accezione più moderna e contemporanea. Si canta e si balla in maniera funzionale al racconto, con le splendide canzoni scritte da Justin Hurwitz (con testi di Benj Pasek e Justin Paul) che descrivono i momenti del film, agrodolci in più di un’occasione. Ma anche meravigliosi.

Chazelle utilizza quindi molteplici elementi come sfondo a una storia d’amore, che però – come aveva solo accennato in Whiplash – non sempre può essere perfetta, da romanzo, e rischia di essere sacrificata dalle contingenze, dalle occasioni che si presentano e dalle prospettive che si annunciano. Avranno dunque la meglio i sentimenti, o l’ambizione di realizzare i sogni di una vita? La risposta è tutt’altro che prevedibile…
In La La Land – in uno splendido Technicolor e con l’ampiezza del Cinemascope, che ci riportano ai tempi d’oro della Fox anni ’50 – tutto sprigiona colore, ma anche un pizzico di malinconia e di nostalgia dei momenti belli che trascorrono e appartengono poco dopo già al passato. Chazelle trova l’equilibrio tra gioia e tristezza, tra energia positiva e la consapevolezza che la realtà spesso non coincide con ciò che immaginiamo.
Il tutto attraverso una regia illuminata del 32enne Damien, che aveva già sorpreso tutti con Whiplash ma stavolta convince pienamente, per capacità dietro la macchina la presa, utilizzando ogni tipo di inquadratura e raccontando il film in maniera coinvolgente, come se lo spettatore riuscisse ad avere una visione a 360° del mondo all’interno di La La Land. A questo, contribuiscono in maniera essenziale i due protagonisti e il resto del cast.

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Ma è proprio su Emma Stone e Ryan Gosling che occorre soffermarsi. Le loro performance da ballerini non saranno perfette, ma sono naturali e molto tenere; le loro performance vocali, poi, sono fatte col cuore e sorprendono per intensità. Dal punto di vista della recitazione, poi, Gosling è a suo agio nel ruolo dell’istrione che si distingue, mentre la Stone è semplicemente sontuosa. Emma alterna momenti felici e riflessivi con estrema capacità, e soprattutto in una scena (che scoprirete) è di un’intensità drammatica eccezionale. Prova da Oscar (Golden Globe e SAG li ha già conquistati).

La La Land non è dunque un trattato sulla storia del jazz o un semplice saggio autoreferenziale che celebra la vecchia Hollywood e vuole rispolverare gli studios per restituirgli lustro e rilanciarli. Ma, se questo accadrà, ben venga: non è in fondo con la macchina dei sogni hollywoodiana che ogni cinefilo è cresciuto (compreso chi vi scrive)?
E non è neppure una grande illusione nella quale siamo stati coinvolti in molti, come qualcuno ha scritto frettolosamente. Non è un’opera che si può liquidare con un semplice commento, o che non trasmette alcuna emozione particolare. Tutt’altro. La La Land è un’emozione continua, un film che ti incanta e ti lascia senza parole, che ti fa dimenticare ogni problema e, dopo averlo visto, senti che era necessario e adesso non puoi più farne a meno. Un film di rara bellezza, difficilmente eguagliabile a breve.
Che sia per tutti, questo brillare…

Il voto di Ieri, Oggi, Domani

5-stelle

“La La Land” è un capolavoro di rara bellezza, destinato a entrare nella storia del Cinema, da raccontare per i prossimi anni, e da rivedere all’infinito.


La scheda del film

La La Land
, regia di Damien Chazelle – USA 2016 – Musical, Commedia, Drammatico
interpreti principali e ruoli: Ryan Gosling (Sebastian), Emma Stone (Mia Dolan), J. K. Simmons (Bill), Finn Wittrock (Greg), John Legend (Keith), Amiée Conn, Terry Walters, Thom Shelton, Cinda Adams, Callie Hernandez, Jessica Rothe, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Claudine Claudio, Jason Fuchs, D.A. Wallach, Trevor Lissauer, Olivia Hamilton, Nicole Coulon, Anna Chazelle, Marius De Vries, Josh Pence, Damon Gupton, Christopher Michael Stevens, Keith Harris
Soggetto e Sceneggiatura: Damien Chazelle
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Tom Cross
Scenografia: David Wasco; Art Direction di Austin Gorg
Costumi: Mary Zophres
Musica: Justin Hurwitz
Casting: Deborah Aquila, Tricia Wood
Prodotto da Black Label Media, Gilbert Films, Impostor Pictures, Marc Platt Productions, Summit Entertainment per 01 Distribution, Leone Film Group
Formato: a colori
Durata: 128′
Uscita USA: 16 Dicembre 2016
Uscita italiana: 26 Gennaio 2017

12 thoughts on ““La La Land”, tutta la meraviglia del Cinema

  1. Anche per me è un film destinato a rimanere nel tempo.
    Certo, è un omaggio al passato, ma né è anche una rielaborazione moderna e con lo sguardo proiettato al futuro. Damien Chazelle sembra aver seguito le parole che John Legend dice a Ryan Gosling: “Ti stai aggrappando al passato, ma il jazz riguarda il futuro!” E lo stesso vale per il cinema.

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    1. Lo spero tanto anche io! Sarebbe un’ottima occasione per infrangere il record di 11 Oscar di “Ben-Hur”, “Titanic” e “Il ritorno del Re”, perché “La La Land” è proprio un film unico, di quelli “rari”! Vengo a leggere 🙂

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  2. Splendida recensione, fino ad ora la migliore qui su Word Press su un film che non hai esitato a definire capolavoro e che mi trova concorde.
    Personalmente l’ho amato in modo viscerale, facendomi ammaliare dal suo fulgore tecnico e dalla curatissima messa in scena, restando poi incantato nella seconda visione dal testamento spirituale di Chazelle verso quella fabbrica dei sogni che è la Città degli Angeli, che diviene città delle stelle, un planetario di sogni spesso di cartapesta (illusori nel suo happy-end, come mostrato nel what-if della canzone finale), di infiniti casting che ricordano infiniti film, con quella perseveranza quasi da asceta verso il risultato che è l’unico valore reale (anche calvinisticamente considerato).
    Non c’è quasi momento che non abbia adorato ed alcuna canzone che non consideri mirabile: gioielli incastonati in coreografie dal sapore vintage, nelle quali si omaggiano tutti i grandi musical del passato, ma senza la ruffianaggine di un film come “The Artist” ma con la consapevolezza contemporanea e questo crea la bella storia d’amore tra i due protagonisti, tra i due ballerini e cantanti, come nel “New York, New York” di Scorsese.
    In molti hanno liquidato on fretta questa pellicola senza comprenderne davvero la portata, ma non tu. Bravissimo.

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    1. Grazie! 🙂
      Sono davvero molto contento che tu abbia colto esattamente quello che intendevo dire, e quando scrivo una recensione questo è sempre ciò che spero che accada, perché senti che anche chi legge condivide in pieno le tue emozioni legate ad un film. Come te, anche io credo che molti non abbiano invece compreso l’opera e la sua importanza sia tecnica che narrativa, e devo dire che spesso, in varie discussioni, sono stato quasi preso per matto mentre difendevo a spada tratta il film e le sue qualità. Un’opera attuale, contemporanea, che fa sognare ma non illude: ed è un po’ la cifra narrativa che Chazelle aveva lasciato intuire già nel suo film precedente. Di questo eccezionale capolavoro ne sentiremo parlare per tanto tempo!

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      1. Ancora una volta, concordo in pieno con te.
        Tra l’altro, quel vero e proprio inno agli artisti che è la canzone di “The Fools who Dream” fa già parte del mio immaginario e lo sarà per sempre.

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      2. Anche del mio. E poi, la scena nella quale Emma Stone canta proprio “Audition”, è quella che mi ha dato la certezza che lei meritasse ogni riconoscimento e in ultimo naturalmente anche l’Oscar. Per intensità drammatica mi ha ricordato molto la Anne Hathaway di “Les Misérables” nella scena nella quale canta “I dreamed a dream”…

        (Scusa il ritardo nella mia risposta ma WP ha mandato la notifica in ritardo e non so perché!)

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  3. Concordo sul paragone ed anche per me, l’esecuzione di “Audition” è stata la conferma di ciò che per tutta la prima parte del film si era andata costruendo… interpretazione mirabile e girata da Chazelle con la.consapevolezza della scena madre, come una sorta di incoronazione… sono momenti di cinema che negli Usa ti preparano all’oscar, sempre che l’interprete regga il ruolo ed in questo caso la Stone ha stravinto la scommessa e giustamente l’oscar…

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