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F1, GP Azerbaijan: la fortuna di Lewis, l’errore di Seb, la sfida in casa Red Bull

Formula 1 GP Azerbaijan
La quarta prova del Mondiale 2018 di Formula 1 ha riservato ancora sorprese e colpi di scena, ma è stata decisa soprattutto dagli episodi e dal fattore fortuna. Che, si dice, aiuti gli audaci ma mai come in questo caso ha premiato chi si è tenuto lontano dai guai e ha rischiato anzi il minimo possibile. È stato certamente il caso di Lewis Hamilton, che ha regalato il primo successo stagionale alla Mercedes e si è preso anche il comando della classifica piloti, ma non è stata la miglior gara della carriera del britannico.

Potremmo dire lo stesso di Kimi Raikkonen, che ha sciupato una possibile pole al sabato (poi conquistata da Vettel, 53^ in carriera) con un grave errore ed è infine finito nelle retrovie alla partenza della gara, dopo un contatto con Ocon. E infine Sergio Perez, che ha portato fino al podio l’altra Force India e ha saputo sfruttare perfettamente la varie situazioni durante la corsa per risalire, ottenendo così un ottimo risultato per il suo team. Ma se nel caso del messicano si può soltanto applaudire per l’exploit, per quanto riguarda Hamilton e Raikkonen restano le sbavature in qualifica e la poca brillantezza in gara, più che i meriti.
Ma, certamente, sono stati soprattutto altri ad aver gettato alle ortiche quanto di buono seminato in tutto il weekend.


Innanzitutto Sebastian Vettel, il quale ha condotto in testa per oltre metà gara ma, nel momento decisivo, è stato tradito dall’ingresso della Safety Car, che ha permesso così a Valtteri Bottas di mantenere la prima posizione dopo aver allungato al limite il primo stint sulla stessa mescola super-soft per passare alle ultra-soft, a differenza della maggior parte dei primi che avevano già montato le soft, più conservative. Questo grazie al tracciato cittadino di Baku e alle temperature molto basse di asfalto e aria, che non degradavano affatto le gomme e mitigato i problemi che la Mercedes palesa nell’utilizzo ideale delle Pirelli. Unica sosta e primo posto possibile – annullando il vantaggio della Ferrari di Vettel – grazie alla collisione tra Ricciardo e Verstappen, dopo duelli ad alta velocità e altissima tensione che non potevano che finire con lo scontro, sul rettilineo principale, all’ennesimo attacco dell’australiano sul compagno olandese che, come suo solito, ha impostato due volte la traiettoria (camuffando furbescamente il secondo cambio di linea) e ha subito l’inevitabile speronamento in frenata di un comunque nervoso Daniel. I commissari di gara opteranno per il concorso di colpa ma Verstappen riesce a salvarsi anche stavolta, col benestare pubblico di una Red Bull che sembra ostaggio del talento inespresso (e quando lo vedremo davvero?) di Max.


Quando, però, ancora in regime di Safety Car, Grosjean va a sbattere perdendo il retrotreno della sua Haas (e come nella passata stagione, i commissari di pista azeri impiegano un’eternità a rimuovere macchie danneggiate e detriti: non sarebbe meglio la bandiera rossa e una ripartenza da fermo, anche per evitare la vicinanza tra vetture e autoarticolati in pista? Ma chiedere lumi a Charlie Whiting sarebbe attendersi troppo…) ecco che chi aveva montato le soft passa alle ultra-soft: alla ripartenza, Vettel tiene dietro Hamilton e affonda su Bottas, arrivando però lungo alla staccata. Un errore che gli costa altre due posizioni ma va anche peggio a Bottas il quale, a tre giri dalla fine, fora la posteriore sinistra e spalanca la strada a Hamilton verso la vittoria.

Uniche note positive per la Ferrari l’aver riconquistato la vetta del campionato costruttori e mostrato non solo affidabilità ma anche potenza, con la Power Unit ormai al livello delle Frecce d’argento. Con il ritorno in Europa nel GP di Spagna  a Barcelona, il prossimo 13 Maggio, sono attesi sviluppi da tutte le squadre e in particolare dai top team, con la Rossa che spera in gare più regolari e meno zeppe di episodi e con la Mercedes che tenterà di avvicinare le vetture di Maranello e tenere dietro le Red Bull. Certamente sarà Vettel al centro dell’attenzione, perché il tedesco, pur sempre veloce e competitivo, ha mostrato ancora una volta poca lucidità nel momento decisivo della gara: un limite che gli è già costato punti. Accontentarsi e mantenere la calma, in alcuni momenti, può essere la soluzione migliore, anche per un campione che vuole sempre vincere ad ogni costo e non sarebbe tale se non avesse addosso il furore agonistico che dimostra.

FORMULA 1 2018 AZERBAIJAN GRAND PRIX

Classifica di gara (prime posizioni)


Classifica Piloti (prime posizioni)


Classifica Costruttori


Credits: Formula 1 OfficialSky Sport HD

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