Il Commissario Pepe

“Il Commissario Pepe” è un film italiano del 1969, diretto da Ettore Scola. Una commedia molto particolare, nella quale un commissario di Polizia, interpretato da Ugo Tognazzi, si trova a indagare sul degrado e sull’ipocrisia di una società che si definisce ‘perbene’, ma che in realtà nasconde comportamenti che nulla hanno a che vedere con il giusto vivere.

Antonio Pepe (Ugo Tognazzi) è un Commissario di Polizia abile, corretto e rispettoso delle regole, ma anche parecchio annoiato. Nella città del Veneto dove presta servizio non si verificano mai fatti di cronaca rilevanti, se non proprio l’ordinaria amministrazione. Tutto tranquillo, almeno finché, dopo vari avvisi con lettere anonime, Pepe viene incaricato di svolgere delle indagini su comportamenti poco edificanti di parte della cittadinanza. Il Commissario inizia allora a prendere informazioni, con il suo stile calmo ma deciso, e poco alla volta comincia a comprendere cosa ci sia dietro quella società ‘perbene’, dai ricchi signori ai borghesi, dal clero ai nobili, tutti apparentemente perfetti ma che in realtà vivono di eccessi e di comportamenti scabrosi. Da due anziani che subaffittano stanze per incontri amorosi alla figlia del prefetto che si prostituisce per mantenere l’amante; da una nobildonna, che cura diverse opere benefiche, ma che organizza orge nella propria villa fino a una suora con tendenze omosessuali e ad un ex-manicure che convive con dieci studenti. E così via. Tutto come da tempo va dicendo, strombazzando sulla sua moto per tutta la città, un invalido che vive da solo, Nicola Parigi (Giuseppe Maffioli). Anche Pepe presto verrà in qualche modo coinvolto…


Un film da riscoprire e da rivalutare. Girato a Vicenza e dintorni, Ettore Scola scrisse “Il Commissario Pepe” assieme a Ruggero Maccari, prendendo spunto dal romanzo di Ugo Facco De Lagarda. Protagonista Ugo Tognazzi, per una delle interpretazioni più importanti del grande attore cremonese.

Antonio Pepe è un brav’uomo, attento ai giusti comportamenti, delicato nello svolgere il suo lavoro ma che si trova a affrontare un’indagine più grande di lui. Ma riesce a mettere insieme tutti gli elementi per poter capire come una società agiata e onesta, a una prima impressione, sia in realtà ipocrita e fintamente perbene. La deriva sessuale è il principale vizio delle persone di ogni livello sociale della città, dalle più in vista a quelle insospettabili.
Il Commissario si trova così a dover fare i conti con la propria coscienza e ad entrare in un mondo sotterraneo che non avrebbe nemmeno immaginato, e a dover prendere delle decisioni che potrebbero far saltare quel sistema. Tutto questo è raccontato dalla regia sempre straordinaria di Scola che valorizza al meglio un Tognazzi eccezionale, perfettamente calato nel personaggio. Pepe, quando torna a casa la sera, ha sempre da ridire verso la sua anziana governante, e lei a sua volta verso di lui: la donna rappresenta quell’autenticità della gente della provincia veneta così come il personaggio dell’invalido di guerra, che vive da solo, va in giro a lanciare offese e improperi ed è contento solo se ne riceve a sua volta, non volendo ricevere compassione. Una voce isolata nell’intera città, ma è genuino e caustico al punto giusto: in un primo momento sembra un visionario, ma presto si comprenderà l’esatto opposto.

E, come spesso accade, possiamo notare come il cinema italiano classico sia uno specchio fedele della società e, con opere quali “Il Commissario Pepe”, si rappresentavano anche i vizi italiani, che sono rimasti gli stessi, ieri come oggi. Scandali di ogni genere in una comunità ipocrita e corrotta dai piani “alti” a scendere fino anche alla gente comune, segno di una decadenza che parte – purtroppo – da lontano.

Un altro fondamentale elemento che fa di questa pellicola un’opera da ricordare è la colonna sonora del maestro Armando Trovajoli. Ettore Scola, nelle occasioni durante le quali rilasciava delle interviste che riguardassero la sua carriera cinematografica, sottolineava come l’apporto del compositore romano fosse sempre stato fondamentale per completare i propri film. E per ”Il Commissario Pepe” Trovajoli, che è stato uno dei più importanti interpreti del jazz italiano, propone diverse variazioni che toccano anche altri generi, regalando leggerezza all’opera e allo stesso tempo mettendo in risalto il retrogusto molto amaro del racconto. La sintesi sta nel “Tema” del Commissario, che apre i titoli di testa, si ripete con arrangiamenti differenti e chiude anche il film. Inoltre troviamo la canzone “We’ll Keep Trying”, scritta da Armando Trovajoli e cantata da Lydia MacDonald, dove l’accompagnamento per chitarra è essenziale.

Il Commissario Pepe – Theme

Il Commissario Pepe – A lonely man

We’ll Keep Trying


Il voto di “Ieri, Oggi, Domani”

3-stelle-e-mezzo

Sferzante ritratto della società perbene dell’Italia del 1968… ma anche di quella odierna.

La scheda del film

“Il Commissario Pepe”, un film di Ettore Scola – Italia 1969 – Commedia
attori e ruoli: Ugo Tognazzi (Commissario Antonio Pepe), Silvia Dionisio (Silvia), Giuseppe Maffioli (l’invalido, Nicola Parigi), Tano Cimarosa (agente Cariddi), Marianne Comtel (Matilde), Dana Ghia (suor Clementina), Veronique Vendell (Mariastella), Elsa Vazzoler (una vecchia prostituta), Elena Persiani (contessa Norma), Gino Santercole (Oreste), e tra gli altri Rita Calderoni, Natale Paola, Giorgio Casanova, Antonio Cazzola, Achille Girotto, Anna Gaboardo, Araldo Geremia, Virgilio Scarpin, Anacleto Lucangeli, Ampelio Sommacampagna, Pippo Starnazza (ubriaco)
Soggetto: Ettore Scola, Ruggero Maccari, tratto dal romanzo di Ugo Facco De Lagarda
Sceneggiatura: Ettore Scola, Ruggero Maccari
Fotografia: Claudio Cirillo
Montaggio: Tatiana Morigi Casini
Scenografia e costumi: Gianni Polidori
Musica: Armando Trovajoli
Prodotto da Pio Angeletti e Adriano De Micheli per Dean Film, Juppiter Cinematografica, distribuzione della Titanus
Formato: a colori
Durata: 108′

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