David di Donatello 2016, le Nomination

Tra affermazioni importanti a livello internazionale e un’evidente ripresa generale del nostro movimento cinematografico, sono state annunciate dall’Accademia del Cinema Italiano le Nomination per i Premi David di Donatello 2016, la cui cerimonia di consegna si svolgerà il prossimo 18 Aprile negli Studios di Via Tiburtina a Roma.

Il maggior numero di candidature, addirittura 16, le hanno ottenute “Lo chiamavano Jeeg Robot” dell’esordiente Gabriele Mainetti e “Non essere cattivo” del compianto Claudio Caligari. Subito dopo i due film rivelazione dell’anno ecco “Youth – La giovinezza” di Paolo Sorrentino (qui la recensione) con 14 candidature, mentre “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone ne ha avute 12. Ottimo anche “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, grande successo al botteghino, che si aggiudica 9 candidature. “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino, conquista 4 candidature ed è nominato anche come Miglior Film.

La nuova edizione dei David di Donatello, dopo tanti anni sulla Rai, per la prima volta sarà trasmessa in diretta su Sky e verrà presentata da Alessandro Cattelan in chiaro su Tv8 (canale 8 del digitale terrestre) e in pay su Sky Cinema 1, Sky Uno e Sky Cinema-David di Donatello (canale 304).


La lista ufficiale:

Miglior Film
“Fuocoammare”, regia di Gianfranco Rosi
“Il racconto dei racconti – Tale of Tales”, regia di Matteo Garrone
“Non essere cattivo”, regia di Claudio Caligari
“Perfetti sconosciuti”, regia di Paolo Genovese
“Youth – La giovinezza“, regia di Paolo Sorrentino

Miglior Regia
Gianfranco Rosi per “Fuocoammare” 
Matteo Garrone per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Claudio Caligari per “Non essere cattivo”
Paolo Genovese per “Perfetti sconosciuti”
Paolo Sorrentino per “Youth – La giovinezza”

Miglior Sceneggiatura
Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Nicola Guaglianone, Menotti per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini per “Non essere cattivo”
Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per “Perfetti sconosciuti”
Paolo Sorrentino per “Youth – La giovinezza”

Miglior Attore protagonista
Claudio Santamaria per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Alessandro Borghi per “Non essere cattivo”
Luca Marinelli per “Non essere cattivo”
Marco Giallini per “Perfetti sconosciuti”
Valerio Mastandrea per “Perfetti sconosciuti”

Miglior Attrice protagonista
Àstrid Bergès Frisbey per “Alaska”
Paola Cortellesi per “Gli ultimi saranno ultimi”
Sabrina Ferilli per “Io e lei”
Juliette Binoche per “L’attesa” 
Ilenia Pastorelli per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Valeria Golino per “Per amor vostro”
Anna Foglietta per “Perfetti sconosciuti”

Miglior Attore non protagonista
Valerio Binasco per “Alaska”
Fabrizio Bentivoglio per “Gli ultimi saranno ultimi”
Giuseppe Battiston per “La felicità è un sistema complesso”
Luca Marinelli per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Alessandro Borghi per “Suburra”

Miglior Attrice non protagonista
Piera Degli Esposti per “Assolo”
Antonia Truppo per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Elisabetta De Vito per “Non essere cattivo”
Sonia Bergamasco per “Quo vado?”
Claudia Cardinale per “Ultima fermata”

Miglior Film Straniero
“Carol” di Todd Haynes (Lucky Red)
“Il caso Spotlight” (Spotlight), regia di Tom McCarthy (Lucky Red)
“Il Ponte delle spie” (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg (20th Century Fox)
“Inside Out”, regia di Pete Docter e Ronnie Del Carmen (Walt Disney Pictures)
“Remember”, regia di Atom Egoyan (BIM)

Miglior Film dell’Unione Europea
“45 anni” (45 Years), regia di Andrew High (Teodora Film)
“Dio esiste e vive a Bruxelles” (Le tout nouveau testament), regia di Jaco Van Dormael (I Wonder Pictures)
“Il Figlio di Saul” (Son of Fia), regia di László Nemes (Teodora Film)
“Perfect Day”, regia di Fernando Leon De Aragona (Teodora Film)
“The Danish Girl”, regia di Tom Hooper (Universal Pictures)

David Giovani
“Alaska”, regia di Claudio Cupellini
“Gli ultimi saranno ultimi”, regia di Massimiliano Bruno
“La Corrispondenza”, regia di Giuseppe Tornatore
“Non essere cattivo”, regia di Claudio Caligari
“Quo vado?”, regia di Gennaro Nunziante

Miglior Montatore
Jacopo Quadri per “Fuocoammare”
Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Consuelo Catucci per “Perfetti sconosciuti”
Patrizio Marone per “Suburra”
Cristiano Travaglioli per “Youth – La Giovinezza”

Miglior Direttore della fotografia
Peter Suschitzky per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales” 
Michele D’Attanasio per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Maurizio Calvesi per “Non essere cattivo” 
Paolo Carnera per “Suburra” 
Luca Bigazzi per “Youth – La giovinezza” 

Miglior Fonico di presa diretta
Maricetta Lombardo per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Valentino Giannì per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Angelo Bonanni per “Non essere cattivo”
Umberto Montesanti per “Perfetti sconosciuti”
Emanuele Cecere per “Youth – La giovinezza”

Miglior Musicista
Alexandre Desplat per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Ennio Morricone per “La Corrispondenza”
Michele Braga, Gabriele Mainetti per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per “Non essere cattivo” 
David Lang per “Youth – La giovinezza”

Migliore Canzone Originale
“La felicità è un sistema complesso” per la canzone “Torta di noi”: musica, testi e interpretazione di Niccolò Contessa
“Non essere cattivo” per la canzone “A cuor leggero”: musica, testi e interpretazione di Riccardo Sinigallia
“Perfetti sconosciuti” per la canzone “Perfetti Sconosciuti”: musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi e interpretazione di Fiorella Mannoia
“Quo vado?” per la canzone “La prima repubblica”: musica, testi e interpretazione di Luca Medici (Checco Zalone)
“Youth – La giovinezza” per la canzone “Simple Song”: musica e testi di David Lang interpretata da Sumi Jo

Miglior Scenografia
“Il racconto dei racconti – Tale of Tales”: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso
“La corrispondenza”: Maurizio Sabatini
“Lo chiamavano Jeeg Robot”: Massimiliano Sturiale
“Non essere cattivo”: Giada Calabria
“Suburra”: Paki Meduri
“Youth – La giovinezza”: Ludovica Ferrario

Migliori Costumi
“Il racconto dei racconti – Tale of Tales”: Massimo Cantini Parrini
“La corrispondenza”: Gemma Mascagni
“Lo chiamavano Jeeg Robot”: Mary Montalto
“Non essere cattivo”: Chiara Ferrantini
“Youth – La giovinezza”: Carlo Poggioli

Miglior Trucco
“Il racconto dei racconti – Tale of Tales”: Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D’Andrea e Leonardo Cruciano
“La Corrispondenza”: Enrico Iacoponi
“Lo chiamavano Jeeg Robot”: Giulio Pezza
“Non essere cattivo”: Lidia Minì
“Youth – La giovinezza”: Maurizio Silvi

Migliori Acconciature
“Il racconto dei racconti – Tale of Tales”: Francesco Pegoretti
“La Corrispondenza”: Elena Gregorini
“Lo chiamavano Jeeg Robot”: Angelo Vannella
“Non essere cattivo”: Sharim Sabatini
“Youth – La giovinezza”: Aldo Signoretti

Miglior Produzione
21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d’Ici con Arte France Cinéma per “Fuocoammare”
Archimede, Rai Cinema per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Gabriele Mainetti per Goon Films, Rai Cinema per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastandrea per Kimera Film, con Rai Cinema e Taodue Film, produttore associato Pietro Valsecchi, in collaborazione con Leone Film Group per “Non essere cattivo”
Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film per “Youth – La giovinezza” 

Miglior Cortometraggio
“A metà luce”, di Anna Gigante
“Bellissima”, di Alessandro Capitani
“Dove l’acqua con altra acqua si confonde”, di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi
“La ballata dei senzatetto”, di Monica Manganelli
“Per Anna”, di Andrea Zuliani

Miglior Regista esordiente
Carlo Lavagna per “Arianna”
Adriano Valerio per “Banat – Il viaggio”
Piero Messina per “L’attesa”
Gabriele Mainetti per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Fabio Bonifacci e Francesco Micciché per “Loro chi?”
Alberto Caviglia per “Pecore in erba”

Miglior Documentario di lungometraggio
“Harry’s Bar”, di Carlotta Cerquetti
“I bambini sanno”, di Walter Veltroni
“Lousiana” (The Other Side), di Roberto Minervini
“Revelstoke. Un bacio nel vento”, di Nicola Moruzzi
“S is for Stanley” (Trentanni dietro al volante per Stanley Kubrick), di Alex Infascelli

Migliori effetti digitali
EDI – Effetti Digitali Italiani, per “Game Therapy”
Makinarium, per “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”
Chromatica, per “Lo chiamavano Jeeg Robot”
Visualogie, per “Suburra”
Peerless, per “Youth – La giovinezza”

Fonte daviddidonatello.it

Giuseppe Causarano
@Causarano88Ibla

8 thoughts on “David di Donatello 2016, le Nomination

  1. Quo vado? relegato a poche candidature secondarie. Finché questo premio continuerà a rimanere ostaggio del gusto dei critici anziché mediare tra esso e il gusto del pubblico (come fanno saggiamente gli Oscar), i David rimarranno sempre un premio poco considerato. Tra l’altro, che senso ha fare gli snob con i film nazionalpopolari se poi chiami Ruffini a condurre…

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    1. A mio avviso i produttori di “Quo vado?” farebbero bene a essere molto contenti di aver ricevuto delle candidature, perché il successo al botteghino non fa diventare di qualità un film…e lo dico in generale.
      Quest’anno la Rai, che non aveva più voglia e tempo di dedicare alla manifestazione, ha lasciato spazio a Sky che ha affidato la conduzione a Alessandro Cattelan e il lavoro per la serata a nuovi autori. Vediamo se sapranno dare un tocco di energia a un evento che da parecchi anni si sta trascinando e spesso è molto prevedibile sull’assegnazione dei premi, anche perché non ha avuto molto da scegliere. Questa invece è stata un’ottima stagione per il Cinema italiano e le candidature mi sembrano all’altezza.

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      1. Non l’ho visto, ma ho visto i tre precedenti film di Checco Zalone/Luca Medici e non mi sono piaciuti, quindi tendo a escludere, per me, che questo possa essere un film da premi… mi prometto di recuperarlo al primo passaggio in tv, ma alla sua comicità e al suo cinema ho dato credito alcune volte restando sempre deluso.

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  2. Riguardo a Checco Zalone posso dire che i suoi film si sono divertenti, carini, simpatici, pieni di battute che, a volte, fanno sbellicare, ma non sono certo film da premi, sono filmetti giuasto per passare un paio di ore in allegria, niente di più. Invece a me è piaciuto moltissimo “Perfetti sconosciuti”; l’ho trovato addirittura geniale!!! Spero che vinca parecchi premi, un bacio.

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