Cinema, Recensioni

“Batman v Superman: Dawn of Justice”, l’inizio di un nuovo percorso

Poteva essere un disastro. Tantissimi dubbi – da parte del pubblico e della critica – avevano accompagnato dal giorno dell’annuncio “Batman v Superman: Dawn of Justice”, il sequel di “Man of Steel” diretto ancora una volta da Zack Snyder.

Eppure… il bilancio finale è complessivamente apprezzabile, con elementi di sicuro interesse da valutare nonostante i difetti- anche evidenti – non manchino.

Premessa

Il fulcro delle discussioni che hanno preceduto l’uscita del film riguardavano soprattutto il nuovo Batman.
Partiamo da un presupposto: per me, la Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan rappresenta il racconto ideale del Batman cinematografico, il massimo possibile da poter apprezzare sul grande schermo. Irraggiungibile.
L’asticella – per chi vi scrive – era dunque proibitiva, anche quando la Warner Bros. ha annunciato che il sequel di “Man of Steel” del 2013 avrebbe riportato sul grande schermo l’Uomo-pipistrello a soli tre anni e mezzo dall’uscita di “The Dark Knight Rises”. Ma, d’altra parte, non si può certo pensare di non rivedere più Batman al Cinema e in fondo ritrovare il mio personaggio preferito – e il più amato da tutti – in azione non poteva che rappresentare un’emozione!

I principali dubbi, innanzitutto, erano legati alla necessità della Warner Bros. Pictures e della DC Comics di aggiustare la direzione intrapresa con il reboot dedicato all’Uomo d’Acciaio di Metropolis. “Man of Steel” difatti era stato per molti – me compreso – un grande tentativo, clamorosamente fallito, di raccontare Superman dalle sue origini fino alla consacrazione, anche perché lo stile narrativo di Zack Snyder mal si era conciliato sia con il soggetto originale scritto da Christopher Nolan e David S. Goyer e poi sviluppato nella sceneggiatura da quest’ultimo, con grossolani errori sulla linearità del racconto e con un mancato approfondimento sulla figura di Clark Kent/Superman, interpretato magnificamente da Henry Cavill ma strutturalmente non sostenuto da una scrittura efficace; e così tutto il film, a cui la regia troppo virtuosistica e a tratti eccessivamente frenetica di Snyder ha dato il colpo ferale. Così, anziché insistere soltanto sul racconto delle avventure di Superman, si è deciso di virare nettamente, ponendo le basi del DC Extended Universe, l’Universo esteso con tutti i supereroi della casa in campo, anche per replicare a Marvel e Disney (e alla Fox) e ai loro successi degli ultimi anni. Forte di un trionfo planetario ottenuto grazie alla Trilogia di Christopher Nolan, che ha anche permesso di far dimenticare, per fortuna di Warner e DC, due sostanziali flop come “Superman Returns” (2006) e soprattutto “Green Lantern” (2011), sia per ovvie logiche commerciali che per esigenze narrative si è deciso comunque di riportare in azione il Cavaliere Oscuro di Gotham, destando non poche perplessità, in particolare per i tempi molto ridotti. Ma c’è anche da dire che la Trilogia di Nolan è un percorso che lega autorialità e intrattenimento come mai si era visto (più che ‘semplici’ cinefumetti), e soprattutto è autoconclusiva; adesso, è invece stato pianificato un progetto con lo spettacolo puro come primo (e unico) obiettivo.

“Batman v Superman: Dawn of Justice”

(ATTENZIONE, DA QUI POSSIBILI SPOILER)

Circa un anno e mezzo dopo la sconfitta del Generale Zod e la battaglia di Metropolis, nella quale Superman ha salvato la Terra, non tutti lo ritengono come il paladino della giustizia.
Tra questi vi è Bruce Wayne/Batman (Ben Affleck), che da oltre vent’anni lotta contro i criminali più efferati per cercare di mantenere l’ordine a Gotham e rendere migliore la città nella quale i suoi genitori Thomas e Martha credevano, prima di venire assassinati e lasciare il figlio a crescere con il fidato maggiordomo Alfred (Jeremy Irons). Bruce, che si porta dietro i fantasmi del passato, per tutti è oggi il magnate più importante al Mondo ma è diventato Batman, l’infallibile Cavaliere Oscuro dall’identità segreta il cui animo negli anni si è però incupito ancora di più, rendendolo spietato e implacabile. Bruce crede che il potere immenso – incontrollabile per tutti – di cui dispone Superman possa essere alla lunga un grosso danno per l’umanità.
Ma non è il solo a voler cercare di fermare l’Uomo d’Acciaio: c’è anche la determinata senatrice Finch (Holly Hunter) e soprattutto il giovane e instabile Lex Luthor (Jesse Eisenberg), il nuovo proprietario della Lex Corp. che tra le sue manie di grandezza, traffici illeciti e derive di potere ha in mente di eliminare Superman. E come? Con l’unico mezzo possibile: attraverso la kryptonite, la roccia originaria del pianeta di Kal-El che può indebolire quest’ultimo. Luthor ne fa recuperare un grosso pezzo nell’Oceano Indiano per trasformarla in un’arma, ma alle stesse conclusioni giunge Bruce, che si mette sulle tracce del minerale… mentre una misteriosa e affascinante donna (Gal Gadot) si frappone tra Wayne e le sue ricerche. In un’escalation di polemiche e complotti contro l’Uomo d’Acciaio e alcuni eventi drammatici, la storia d’amore tra Clark Kent/Superman (Henry Cavill) e Lois Lane (Amy Adams) prosegue, ma Clark capirà presto che il proprio ruolo – non solo al Daily Planet – è più delicato di quanto potesse pensare…


Tra dubbi e novità

“Batman v Superman: Dawn of Justice” ha finora diviso molto la critica e il pubblico. In effetti, i temi di cui parlare sono davvero molti.

Partiamo dalla sceneggiatura, discutibile, di David S. Goyer e Chris Terrio. Se due o tre battute scritte dal Goyer alla deriva degli ultimi tempi si riconoscono da un miglio, non si comprende esattamente quale sia stato il contributo di Terrio, chiamato in corsa per prendere il controllo di un lavoro già avviato. Ad esempio, sono troppi i vuoti (non spiegati) sulla trama, gli aspetti che non si collegano:
– ma come fa Batman a non capire che in realtà Superman non può mai essere un nemico e non comprendere subito che la minaccia sia rappresentata da Luthor?
– Gotham e Metropolis che sono distanti quanto Messina e Reggio Calabria…
– c’è qualcos’altro che spinge Lex a scatenare la guerra tra supereroi?
– e come fa ad aver scoperto la vera identità dell’Uomo d’Acciaio?
– e poi Superman che ‘sente’ ciò che accade fuori dalla sua visuale grazie al super-udito una volta sì e una volta no.
E mi fermo per non andare oltre con possibili spoiler. I cosiddetti buchi di sceneggiatura (che spesso molti si ostinano a cercare anche in film dove non ve ne sono) stavolta sono evidenti e vanno a influire pesantemente sulla trama, anche sulla comprensione di molti aspetti rilevanti. Alcuni di essi però potrebbero essere risolti nei prossimi capitoli, dove alcuni aspetti magari saranno chiariti (discorso simile a “Star Wars: Il Risveglio della Forza”, come scrissi qui). Certo, occorre concedere il beneficio del dubbio, anche se sarebbe il caso di iniziare a scrivere film che non siano legati a opere future, un aspetto che va a regalare una visione d’insieme ma svuota la pellicola vista singolarmente. A questo, aggiungiamo dei dialoghi non sempre efficaci e alcune scene al limite tra l’epicità ma anche il ridicolo (in particolare UNA, che chi ha visto il film avrà già compreso e chi non l’ha ancora visto, capirà!). Ma ci sono anche delle sequenze davvero notevoli, in particolare quella iniziale e quella finale, oltre ad alcune scene d’azione di tutto rispetto.
La regia di Zack Snyder, infatti, appare complessivamente più ‘trattenuta’ e regolare rispetto a quanto fatto in “Man of Steel”, anche perché ogni personaggio in scena ha una propria struttura e caratterizzazione specifiche, a partire da Batman. Soprattutto nell’ultima parte invece si riconosce il ‘solito’ Snyder (che io in genere non apprezzo), e un montaggio non sempre lineare non contribuisce al meglio.


Capitolo Batman.
 Ne scrivevo in precedenza, e del resto era il tema principale che ha anticipato l’arrivo del film in sala.
A mio parere, Ben Affleck fa un’ottima figura, non demerita in particolare nelle scene d’azione, ma il suo non è certo il miglior Cavaliere Oscuro possibile. E non è neppure ‘colpa’ sua. Come talento d’attore non ha quello di Keaton e ancora meno quello di Bale (per citare i due predecessori più illustri e amati), e questo è ovvio; è sì mostruoso fisicamente e su questo molto fedele ai fumetti milleriani, ma continuo a dire che né il costume né l’armatura rapiscono lo sguardo e neppure aiuta la caratterizzazione, più di Batman che di Bruce Wayne. Batman uccide, troppo, è sì costretto quasi sempre ma non se ne fa un problema, e ancora più preoccupante è che usi armi da fuoco come un qualunque vigilante, e non soltanto la forza fisica, i gadget, i diversivi e la teatralità che incute timore. Non sappiamo però come mai questo Batman vada a infrangere continuamente le proprie regole che da sempre lo contraddistinguono nei fumetti, nelle serie animate e al cinema: ce lo diranno più avanti? In più, non mi è affatto piaciuta la Batmobile. Bruce Wayne invece, è scritto in maniera assolutamente pregevole, cercando un equilibrio tra il tormento del suo passato, il vissuto degli ultimi venti anni ma anche il fatto che al pubblico lui deve apparire soltanto come l’affascinante miliardario playboy e proprietario della compagnia più importante al Mondo. Anche se a volte emerge qualche carenza sull’interpretazione da parte di Affleck, quando non è in costume… e non costringetemi a citare la celebre mono-espressività del buon Ben! 😀

Altra nota tecnica: gli effetti visivi. Troppi, alcuni improvvisati. E dopo tanti anni si impara a distinguere quelli fatti bene da quelli meno, e in “Batman v Superman” si passa dalla grande qualità della prima parte all’esagerazione totale snyderiana della seconda, quando risultano a volte addirittura imprecisi.

Un commento anche sul rapporto tra Clark e Lois. Henry Cavill è il Superman perfetto e Amy Adams è troppo brava e bella per non essere la perfetta Lois, e questo lo pensavo già da “Man of Steel”. Un Superman che da alieno caduto sulla Terra e che fatica a diventare parte del Mondo (uno degli aspetti migliori del primo film), e fino a diventarne quasi troppo stavolta, parte di esso, attraverso un’evoluzione (minima) del personaggio. Invece Lois entra ed esce dalla trama troppo facilmente (e torniamo alla sceneggiatura) ma la Adams riesce a essere sempre in parte, e lo stesso vale per Cavill: promossi.


Poi c’è Jesse Eisenberg. No, non tanto Lex Luthor: uno psicopatico al punto giusto (non ci ho visto tanto una sorta di Joker, come molti hanno scritto, sinceramente) ma non si capisce molto se sia solo l’ebbrezza del potere e la voglia di mettere sottosopra la Terra a spingerlo alle azioni che fa (e torniamo un’altra volta alla sceneggiatura di cui sopra…), ma Eisenberg è un attore straordinario. E questo lo sappiamo dai tempi di “The Social Network”.

Infine, splendida Gal Gadot. E anche la sua Wonder Woman/Diana Prince, che però è quasi soltanto figura introduttiva per i prossimi capitoli di casa Warner/DC. Gal però è bellissima e perfetta nel ruolo, anche se in poche scene, come si nota da questa clip ufficiale, con il Valzer n. 2 della “Suite per orchestra di varietà” di Shostakovich, dal richiamo kubrickiano, in sottofondo!

Non dimentichiamo però un aspetto fondamentale: non solo il linguaggio cinematografico, per funzionare, ha delle esigenze nettamente differenti da quelle del fumetto, ma che molti cambiamenti sono necessari per rendere un film davvero coinvolgente. E dunque non è semplice proporre versioni dei supereroi e le scelte espongono alle critiche positive o negative, sia che restino totalmente fedeli ai comics oppure che non lo siano del tutto, magari per facilitare la spettacolarità. In più, c’è il gusto soggettivo di ciascuno di noi.
Di “Batman v Superman: Dawn of Justice” è da apprezzare, comunque, la coerenza stilistica rispetto a quello che Snyder, Goyer e Terrio volevano raccontare. Ambiziosi al punto giusto (e chi vuole fare grande cinema deve pretendere molto da sé stesso) e in un terreno più adatto, puntando agli elementi essenziali per un cinefumetto, dove si era fallito quasi interamente in “Man of Steel”, in “Batman v Superman” si rimedia, in buona parte. Dopo due film il saldo resta ancora negativo, ma la direzione ora è sicuramente migliore.

Il voto di “Ieri, Oggi, Domani”

2-stelle-e-mezzo

Zack Snyder si trattiene per oltre due ore e poi esagera, come al suo solito, nello scontro finale (più nella forma che nella sostanza), ma stavolta il lavoro complessivo è più misurato, anche se la linearità narrativa, pure a causa di un montaggio frenetico, è spesso a rischio. Gli spunti sono molto interessanti, anche più di quanto ci si potesse attendere. Ma è uno sviluppo di qualità a mancare, quasi in tutto il film. Difetti sulla narrazione, scelte sulla caratterizzazione di molti personaggi (soprattutto Batman) e dialoghi spesso fragili, e, oltre Goyer e Terrio, anche Snyder ha le sue responsabilità, essendo lui il capo progetto.

 

Batman v Superman

La Scheda del film

“Batman v Superman: Dawn of Justice”, regia di Zack Snyder – USA 2016 – Azione, Fantastico, Drammatico
interpreti principali e ruoli: Ben Affleck (Bruce Wayne / Batman), Henry Cavill (Clark Kent / Superman), Amy Adams (Lois Lane), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Diane Lane (Martha Kent), Laurence Fishburne (Perry White), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), Holly Hunter (sen. Finch), Gal Gadot (Diane Prine / Wonder Woman), Scott McNairy (Wallace Keefe), Tao Okamoto (Mercy Graves), Callan Mulvey (Anatoli Knyazev), Dennis North (sen. Barrows), Michael Cassidy (Jimmy Olsen), Rebecca Buller (Jenny), Jeffrey Dean Morgan (Thomas Wayne), Lauren Cohan (Martha Wayne), Brandon Spink (giovane Bruce), Ripley Sobo (Sage) e, fra i non accreditati, Ray Fisher (Cyborg), Ezra Miller (The Flash), Jason Momoa (Aquaman)
Soggetto e Sceneggiatura: Chris Terrio, David S. Goyer; “Batman” creato da Bob Kane & Bill Finger, “Superman” creato da Jerry Siegel & Joe Shuster
Fotografia: Larry Fong
Montaggio: David Brenner
Scenografia: Patrick Tatopoulos; Arredamenti: Carolyn ‘Cal’ Loucks
Costumi: Michael Wilkinson
Musica: Hans Zimmer, Junkie XL
Casting: Jo Edna Boldin, Kristy Carlson, Lora Kennedy
Prodotto da Warner Bros. Pictures, DC Entertainment, Atlas Entertainment/Cruel, Ratpac Entertainment per Warner Bros. Pictures Italia
Formato: a colori, in IMAX, RealD 3D e 2D
Durata: 151′
Uscita italiana: 23 Marzo 2016

Giuseppe Causarano
@Causarano88Ibla


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