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Momenti di Musica: Nino Rota, dalle prime composizioni agli esordi nel Cinema


Prosegue il viaggio di “Ieri, Oggi e Domani” nel fantastico mondo della Musica e delle Colonne Sonore. Con questo post inizieremo a parlare di Nino Rota, uno dei compositori più importanti della storia del Cinema italiano e internazionale.

Brevi cenni biografici
Nato a Milano il 3 Dicembre 1911, Giovanni Rota Rinaldi eredita dalla famiglia la grande passione per la musica, cominciando a suonare il pianoforte a quattro anni e iniziando a comporre tra gli otto e gli undici anni.
Nel 1926 Nino Rota scrive “Il Principe Porcaro”, una piccola opera per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen, che convince già la critica. Proprio in quegli anni Rota segue le lezioni di composizione all’Accademia di Santa Cecilia con il maestro Alfredo Casella, e verso l’esame finale si prepara intanto con il professore Michele Cianciulli, che sarà suo carissimo amico per tutta la vita, e lo avvicina a quelle pratiche esoteriche di cui si può ritrovare traccia nelle sue composizioni musicali. Da qui inizia proprio una grande passione, perché Rota collezionerà migliaia di volumi di opere di contenuto esoterico, oggi ritrovabili all’Accademia dei Lincei.

La carriera di Nino Rota ha una svolta grazie all’appoggio di Arturo Toscanini, che gli permette di andare a studiare al “Curtis Institute” di Philadelphia dove, dal 1931 al 1933, studia e segue le lezioni di autori come Sostakovic e Prokofiev. Ma intanto approfondisce la conoscenza del jazz e si avvicina anche alla musica popolare e comincia ad amare autori quali George Gershwin, Cole Porter, Irving Berlin e incontra un amico, Aaron Copland, che sarà importante per il suo orientamento verso il Cinema e la rivalutazione della musica popolare.
Tornato dagli Stati Uniti, Rota accetta di comporre una sigla per un film dal titolo “Treno popolare” (1933), che però non ha molto successo e così per tutti gli anni ’30 abbandona il genere musicale delle colonne sonore.
Per avere un ‘mestiere di riserva’, come amava dire, si laurea in lettere moderne all’Università di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino. Nel 1937 insegna intanto teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto e ricomincia ad appassionarsi alla composizione solo nel 1939 quando arriva al Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, del quale diverrà anche direttore qualche anno più tardi.
Intanto comincia a vivere tra Bari e Roma. Ed è nella Capitale che Rota inizia a frequentare il salotto di Emilio Cecchi, dove incontrava fra gli altri Ungaretti e Moravia. Durante la guerra Nino dà il via alla sua attività per il Cinema, non tralasciando comunque le composizioni classiche.

La carriera di compositore per il Cinema

Dopo aver realizzato nel 1944 le colonne sonore per “Giorno di nozze” e “Il birichino di papà” di Raffaello Matarazzo, quindi “Zazà”  e “La donna della montagna” di Renato Castellani, la notorietà nell’ambiente cinematografico per Nino Rota comincia a diventare maggiore e aumentano di gran numero le collaborazioni con altri autori importanti del periodo, come Mario Soldati, Luigi Zampa, Carlo Ludovico Bragaglia, Alberto Lattuada e non soltanto. Oltre 30 film nella seconda metà degli anni ’40, tra cui, ad esempio, “Sotto il sole di Roma” del 1948, per la regia ancora di Renato Castellani.

Nino Rota scrive le colonne sonore di oltre 10 film tra il 1950 e il 1951. Ma nel 1952 avviene l’incontro professionale che gli cambia la vita, ovvero quello con Federico Fellini. Che per il suo primo film diretto interamente, “Lo sceicco bianco” (dopo “Luci del varietà” insieme a Lattuada) sceglie proprio il musicista milanese: da allora tra i due artisti si instaura un’amicizia lunga trent’anni e una collaborazione per numerosi film, che faranno la storia del Cinema italiano e mondiale.
Per “Lo sceicco bianco”, scritto da Federico Fellini con Tullio Pinelli e Ennio Flaiano – protagonisti Alberto Sordi, Leopoldo Trieste, Brunella Bovo, e con la partecipazione di Giulietta Masina, moglie di Fellini – Nino Rota esprime già tutto il suo talento per esaltare l’opera del regista riminese. Un tema dalle sonorità che fondono spensieratezza e tristezza. L’avventura dei due giovani sposi a Roma, Ivan e Wanda, e quest’ultima che, ingenua e sognatrice, getta nel panico per giorni il marito andando in giro per la Capitale e seguendo il falso mito dello Sceicco Bianco. L’apparenza e la molto più semplice realtà.

Nel 1953 Nino Rota compone le musiche di oltre 10 film, tra i quali “Anni facili” di Luigi Zampa e “La domenica della buona gente” di Anton Giulio Majano, ma soprattutto “I Vitelloni”, seconda opera di Federico Fellini, scritta seempre con Tullio Pinelli e Ennio Flaiano, e tra i suoi massimi capolavori. La storia, in una cittadina immaginaria sul mare (…Rimini…), di cinque ragazzi, amici di scherzi e avventure: Moraldo (Franco Interlenghi), Alberto (Alberto Sordi), Fausto (Franco Fabrizi), Leopoldo (Leopoldo Trieste) e Riccardo (Riccardo Fellini, fratello di Federico). Tra divertimenti di ogni tipo, voglia di non crescere e maturare, e con tanta malinconia, solitudine, senso di vuoto, la comitiva lentamente trascina la propria esistenza e il tempo, intanto, passa inesorabile.
La colonna sonora di Nino Rota, anche in questo caso, è l’accompagnamento perfetto. Di seguito due suite, la prima originale in mono, la seconda eseguita per orchestra, trovata navigando e come tale, ma davvero fatta bene, la ripropongo.

Nel 1954 arrivano le colonne sonore per “Le due orfanelle” e “Appassionatamente” di Giacomo Gentilomo, ma anche per “La Strada” di Federico Fellini. Il film Premio Oscar con Anthony Quinn e Giulietta Masina, ovvero Zampanò e Gelsomina, il saltimbanco rozzo e la sua sensibile assistente, che in giro per piccoli paesi intrattengono il pubblico, finché l’incontro con artisti del circo e in particolare l’acrobata detto “Il Matto” (Richard Basehart), cambierà le cose in maniera tragica. Nino Rota coglie perfettamente gli aspetti drammatici e in particolare l’ingenuità e semplicità di Gelsomina.
Di seguito una suite di brani della colonna sonora e poi il tema della “strada” nel secondo video, con la struggente tromba solista.

Tante colonne sonore per commedie nel 1955: “Accadde al penitenziario” e “Io piaccio” di Giorgio Bianchi, il bellissimo “Un eroe dei nostri tempi” di Mario Monicelli, con uno straordinario Alberto Sordi protagonista, “La bella di Roma” di Luigi Comencini e “Il bidone” di Federico Fellini. Scritto sempre con Flaiano e Pinelli, è un film drammatico, con tre truffatori protagonisti, interpretati da Broderick Crawford, Richard Basehart e Franco Fabrizi, per storia molto particolare ed è una delle pellicole forse meno conosciute del maestro riminese.

Il 1956 è l’anno di “Guerra e Pace” (War and Peace), il kolossal diretto da King Vidor, tratto dal celebre romanzo di Lev Tolstoj. Un cast stellare, composto da Audrey Hepburn, Henry Fonda, Mel Ferrer, Vittorio Gassman e Herbert Lom. Un’opera che ha ottenuto tre Nomination all’Oscar e cinque Golden Globes, vincendo qui come Miglior Film straniero, essendo stato prodotto da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis. Nino Rota compose la splendida partitura, diretta da Franco Ferrara, come spesso accadeva. Qui di seguito una suite.

Nel 1957 altri film importanti per i quali il maestro Rota compose le colonne sonore: “Il medico e lo stregone” di Mario Monicelli,
“Le notti bianche” di Luchino Visconti e “Le notti di Cabiria” di Federico Fellini, altro capolavoro premiato con l’Oscar nel 1958. Protagonista Giulietta Masina, nel ruolo di Cabiria, una prostituta spinta a diventarlo dalla miseria ma che di fatto non la sarà mai, e soffrirà anzi per tutte le disavventure che le capiteranno, per la troppa semplicità e ingenuità del suo carattere. Un film delizioso che non poteva che essere accompagnato dal genio di Rota. Di seguito il tema principale e poi una suite, omaggio anche a Franco Ferrara, ancora una volta, compreso “E la vita continua”, brano di chiusura.

Nel 1958, oltre a “La legge è legge”, commedia con Totò e Fernandel, ecco “Fortunella”, diretto da Eduardo De Filippo, scritto con Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli, e interpretato da Giulietta Masina, lo stesso Eduardo e Alberto Sordi. Il tema principale, bellissimo, sarà lo stesso, arrangiato diversamente, che Nino Rota utilizzerà per la colonna sonora de “Il Padrino” (1972) di Francis Ford Coppola. Ecco due brani.

Nel 1959, Nino Rota compose le musiche per “La Grande Guerra”, il capolavoro di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Silvana Mangano, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, film vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia, ex-aequo con “Il Generale Della Rovere” di Roberto Rossellini, con Vittorio De Sica protagonista. L’essenza del Cinema italiano! Nel tema principale di Rota, si trova tutto il risvolto drammatico della pellicola, ma anche un accenno ai canti dei soldati al fronte e una chiusura più scanzonata, come sono per gran parte della storia i due personaggi di Gassman e Sordi, ovvero Giovnni Busacca e Oreste Jacovacci.

Nel secondo post dedicato a Nino Rota, prossimamente, parleremo degli anni ’60 del Maestro, partendo da “La Dolce Vita” di Federico Fellini.

Federico Fellini e Nino Rota

Giuseppe Causarano
Twitter @Causarano88Ibla

2 thoughts on “Momenti di Musica: Nino Rota, dalle prime composizioni agli esordi nel Cinema”

  1. Il più grande compositore italiano subito dopo Morricone. Con lui e con ciò che musicalmente ha reso, insieme a Federico Fellini, ho capito che la musica è fondamentale nel cinema. E m’innamorai dell’effetto che anche un breve commento musicale, imprime sullo schermo. Meraviglia!!! Grande Peppe per aver scritto di Rota e per curare la parte musicale che, ripeto, è fondamentale per comprendere il cinema. =)

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    1. E nel prossimo post parlerò di “8 e 1/2″… 🙂 Sì, ed è anche un’occasione per riscoprire un compositore dal talento eccezionale. Ascoltare le sue musiche durante un film ti fa capire che senza di esse le immagini correrebbero il rischio di restare senza un’espressione. Nino Rota & Federico Fellini, arte e poesia. Grazie a te Valentina 🙂

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