25 Aprile. Cinque film per celebrare i 70 anni dalla Liberazione


Sono le 8 del mattino del 25 aprile del 1945 quando la radio diffonde il proclama del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia che ordina l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.
Già il 24 aprile gli alleati avevano superato il Po, e il 25 aprile i soldati tedeschi e della repubblica di Salò cominciano a ritirarsi da Milano e da Torino, dove la popolazione si ribella, e iniziano ad arrivare i partigiani con un coordinamento pianificato. A Milano viene proclamato uno sciopero generale, annunciato alla radio “Milano Libera” da Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Le fabbriche vengono occupate e presidiate, mentre la tipografia del Corriere della Sera viene usata per stampare i primi fogli che annunciavano la vittoria. La sera del 25 aprile Benito Mussolini abbandona Milano per dirigersi verso Como (verrà catturato dai partigiani due giorni dopo e ucciso il 28 aprile). Una grande manifestazione di celebrazione della Liberazione si tiene sempre a Milano, e gli americani giungeranno nella città il 1° maggio. Nonostante il 25 aprile sia considerato il punto finale, per l’Italia, della Seconda Guerra Mondiale, la fine reale del conflitto arriverà solo il 3 maggio con la resa delle truppe nazifasciste. La Liberazione italiana è un percorso lungo che trova le sue origini, limitandosi al periodo bellico, almeno nei primi mesi del ’43. E in particolare dopo l’8 settembre gli italiani prenderanno per la prima volta le armi per cacciare i nazifascisti e troveranno la forza per lottare. (si ringrazia RaiNews.it).

Il 25 Aprile, a 70 anni di distanza, è un punto fondamentale nella storia del nostro Paese.

Esso rappresenta la voglia e la determinazione del popolo italiano del volersi riappropriare della Libertà che dopo il ventennio fascista e cinque anni di conflitto era andata perduta. La dittatura, il totalitarismo, le leggi razziali, le deportazioni, gli eccidi dei nazifascisti, i bombardamenti, la guerra civile dopo l’8 settembre 1943: tutto questo doveva finire e finì quel giorno.

La memoria va sempre tenuta in vita e coltivata, giorno dopo giorno, anno dopo anno, perché quanto accaduto non si ripeta. In particolare le giovani generazioni vanno istruite e informate della lotta che l’antifascismo e la Resistenza condussero per restituire la Libertà all’Italia.

Il Cinema è, come sempre, una fonte eccezionale in questo senso. Tra i numerosi film realizzati sulla Seconda Guerra Mondiale, il tema della Resistenza è stato protagonista più volte e la cinematografia italiana ci ha regalato autentici capolavori.
Di seguito, proporrò in breve – ribadisco, tra i tantissimi realizzati – cinque titoli di grande rilevanza storica e culturale, da riscoprire.

Roma città aperta, regia di Roberto Rossellini (1945), con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Marcello Pagliero, Maria Michi, Carla Rovere, Francesco Grandjacquet, Giovanna Galletti, Harry Feist, Vito Annichiarico, Nando Bruno
Il capostipite del neorealismo italiano, girato in una Roma appena uscita dalla guerra, dove si incrociano storie di dramma quotidiano e Resistenza ai nazisti e ai fascisti. Primo film della “trilogia della guerra” di Rossellini al quale seguiranno Paisà (1946) e Germania anno zero (1948). Scritto dal regista con Sergio Amidei, Federico Fellini, Celeste Negarville.

Era Notte a Roma, regia di Roberto Rossellini (1960), con Giovanna Ralli, Leo Genn, Serghej Bondarciuk, Peter Baldwin, Sergio Fantoni, Paolo Stoppa, Enrico Maria Salerno, Renato Salvatori, Hannes Messemer, George Petrarca
A fine anni ’50 Rossellini riprende il tema della guerra, e dopo Il Generale della Rovere (1959) torna al racconto della Resistenza romana, con un film che ha come protagonista la giovane e bella popolana Esperia, che vive di Borsa nera nella Capitale del 1943 ancora occupata dai nazisti, e nasconde in un vano di casa propria tre militari, fuggiti da un campo di prigionia. Sono il Maggiore inglese Michael Pemberton, il sergente russo Feodor Natsukov e il tenente americano Peter Bradley. Altri personaggi si incrociano nella storia, come il fidanzato di Esperia, Renato, ma anche il dottor Costanzi, il principe Antoniani e il barone Von Kleist, ciascuno di loro impegnato – a proprio modo – sulla strada della libertà. Scritto da Sergio Amidei, Brunello Rondi, Roberto Rossellini, Diego Fabbri.

Tutti a casa, regia di Luigi Comencini (1960), con Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Serge Reggiani, Martin Balsam, Nino Castelnuovo, Claudio Gora, Didi Perego, Mino Doro, Mario Feliciani, Alex Nicol, Carla Gravina, Guido Celano, Carlo D’Angelo, Ciccio Barbi, Ugo D’Alessio
Uno dei massimi capolavori della commedia tragica italiana, con un Alberto Sordi semplicemente straordinario. Dopo l’8 settembre 1943 e la proclamazione dell’Armistizio, l’esercito italiano rimane nella totale disorganizzazione e anche la compagnia del tenente Alberto Innocenzi (Alberto Sordi) andrà a dividersi. In mezzo a mille peripezie e incontrando sia forze nazifasciste che popolazione civile, il tenente e un piccolo gruppo di uomini tentano di tornare a casa, attraversando il centro Italia e giungendo infine a Napoli, durante la resistenza armata. Scritto da Age & Scarpelli, Luigi Comencini e Marcello Fondato.

La lunga notte del ’43, regia di Florestano Vancini (1960), con Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno, Gino Cervi, Andrea Checchi, Belinda Lee, Nerio Bernardi, Loris Bazzocchi, Tullio Altamura, Isa Querio, Raffaella Pelloni, Carlo Di Maggio
Tratto dal racconto di Giorgio Bassani, scritto da Ennio De Concini, Pier Paolo Pasolini e Florestano Vancini, il film parla dell’eccidio di Ferrara. Infatti quando, nella notte del 14 novembre 1943, venne ucciso il federale fascista Igino Ghisellini, per rappresaglia i rappresentanti ferraresi del Fascio repubblicano, con alcuni squadristi di Padova e Verona, arrestarono la notte successiva 75 persone e all’alba del 15 novembre uccisero undici antifascisti innocenti, i cui corpi vennero recuperati nei pressi del fossato del Castello di Ferrara e in altri luoghi della città. L’opera di Vancini coglie gli aspetti più importanti del racconto di Bassani e narra con estrema verità una tragica storia con grande precisione, e suscitando una profonda riflessione. Tra gli interpreti, da notare la prova eccezionale di Enrico Maria Salerno.

Le quattro giornate di Napoli, regia di Nanni Loy (1962), con Gian Maria Volonté, Aldo Giuffré, Lea Massari, Jean Sorel, Georges Wilson, Regina Bianchi, Enzo Turco, Eduardo Passarelli, Rosalia Maggio, Adriana Facchetti, Franco Balducci, Franco Sportelli, Carlo Taranto, Vera Nandi, Pupella Maggio, Silla Bettini, Enzo Cannavale, Frank Wolff, Antonio Casagrande, Peter Dane, Dale Cummings, Ferdinando Murolo
Il racconto, quasi un documentario, delle quattro giornate di resistenza civile della popolazione napoletana contro l’oppressione tedesca a fine settembre 1943, e prima dell’arrivo delle forze Alleate. Un film prezioso e fondamentale.

Giuseppe Causarano

2 thoughts on “25 Aprile. Cinque film per celebrare i 70 anni dalla Liberazione

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...