Cinema, Recensioni

“Dogman”: il neorealismo contemporaneo di Garrone

Dogman Cannes 71
Il nuovo film diretto da Matteo Garrone, in concorso al Festival di Cannes 2018: parliamo di “Dogman”, che è valso anche il premio di Miglior Attore a Marcello Fonte alla rassegna cinematografica francese.

Periferia di Roma, in un quartiere non ben definito. Marcello (Marcello Fonte) ha un’attività di toilettatura per cani, ma arrotonda spacciando droga e con della piccola ricettazione, spesso provento dei furti compiuti da Simoncino (Edoardo Pesce), delinquente di strada che, poco alla volta, è divenuto il boss della zona, commettendo una serie di reati ai danni di persone comuni e commercianti, molti amici di Marcello, il quale è peraltro stimato da tutti. Quest’ultimo è però succube di Simoncino, che lo coinvolge nelle sue malefatte, mettendo in difficoltà Marcello sia con gli amici che con l’adorata figlia Sofia (Alida Baldari Calabria), che vede però solo quando l’ex moglie glielo consente. Dentro Marcello cresce la voglia di affrancarsi dalla prepotenza di Simoncino, soprattutto quando passerà guai con la giustizia in prima persona…

Lo sguardo perso nel vuoto di Marcello racconta molto di quest’opera. La periferia, il disagio sociale, la delinquenza urbana, la sopraffazione del debole e l’esasperazione dei disperati, fino alla giustizia privata.

Scritto da Matteo Garrone con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, Dogman è un film difficile da dimenticare. Non vi sono in fondo personaggi positivi nell’opera: lo stesso Marcello si trascina lentamente tra vari espedienti e reati comuni, oltre al suo lavoro di ‘canaro’. Ma Simoncino, il Golia di quartiere, è la peggior specie d’essere umano, che fa leva sulla paura e su uno Stato assente, in luoghi dove non esiste più la speranza. La splendida fotografia di Nicolai Brüel regala una luminosità che fa da contrasto alla bruttezza raccontata nel film.


Non è vero, come qualcuno ha detto, che non continui ad essere necessario portare anche questa parte d’Italia sullo schermo, altrimenti destinata a perdersi, senza possibilità. Quando poi a raccontare certe storie è un regista come Matteo Garrone tutto prende una direzione salda, veritiera. Io vi ho trovato un neorealismo moderno, contemporaneo, che richiama il cinema italiano dei primi anni ’60, fatto di pochi dialoghi, tante immagini – anche crude – e un incontro tra dramma e sogno di libertà, di agognata rivalsa. Momenti di grande intensità, potenti anche dal punto di vista visivo, che rappresentano convintamente la scelta del regista di risparmiare nulla allo spettatore.
Dogman non è dunque di facile approccio, ma la sua forza sta proprio nella chiarezza narrativa, mostrando tutto ciò che Garrone ritiene necessario per entrare nel fulcro del racconto. Che lo spunto sia tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto non deve condizionare: del resto il regista romano se ne affranca nettamente, portando il film su un piano differente, ovvero sul disagio di un uomo che appare gracile fisicamente ma cela una bontà d’animo evidente, e che però riesce a esprimere pienamente solo verso gli animali, come se nessuno degli uomini lo comprendesse a fondo. Nemmeno quanto l’ingiustizia lo opprime, il sopruso lo annienta: è sempre solo, intrappolato nell’ambiguità di una vita cui si è quasi costretti, senza poter avere un’altra scelta. Garrone disorienta, rinchiude a sua volta chi guarda dentro un mondo cupo, sporco, perduto, dove la redenzione non è possibile e l’odio vince sempre.

Oltre alla stupenda interpretazione di Marcello Fonte, è quindi proprio la regia a dare qualcosa in più al film, in un continuo stridore di buoni e cattivi sentimenti che esprimono i personaggi in scena. Dogman è da apprezzare ancora di più per lo stile asciutto, essenziale, quanto efficace: quel che che resta è il silenzio del mare, all’alba di un nuovo giorno.

Il voto di Ieri, Oggi, Domani

4-stelle

La regia di Matteo Garrone, lo sguardo del protagonista, l’aria di periferia rarefatta dalla violenza e dalla disperazione: Dogman è un’opera di straordinaria forza.

La scheda del film

Dogman, regia di Matteo Garrone – Italia, Francia 2018 – Drammatico
interpreti principali: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi, Laura Pizzirani, Aniello Arena
Soggetto e Sceneggiatura: Ugo Chiti, Massimo Gaudioso, Matteo Garrone
Fotografia: Nicolai Brüel
Montaggio: Marco Spoletini
Scenografia: Dimitri Capuani
Costumi: Massimo Cantini Parrini
Prodotto da Archimede, Le Pacte, Rai Cinema per 01 Distribution
Formato: a colori
Durata: 101′
Uscita italiana: 17 Maggio 2018

 

2 pensieri riguardo ““Dogman”: il neorealismo contemporaneo di Garrone”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.