F1, GP Spagna: disastro Ferrari, doppietta Mercedes. E Pirelli

Formula 1
Sul circuito catalano del Montmelò si ribaltano i valori in campo nel Mondiale 2018 di Formula 1. Il primo appuntamento europeo della stagione spesso determina la reale situazione della forza di ciascuna vettura, ma la Mercedes firma la doppietta con Hamilton e Bottas e rifila quasi 30″ di distacco alla Red Bull e soprattutto alla Ferrari, che esce a pezzi dal Gran Premio di Spagna tra errori, problemi tecnici e strategie azzardate. Il successo della casa di Stoccarda ha però avuto un alleato fondamentale, che dovrebbe essere equidistante e invece è sempre più parziale, in favore proprio delle Frecce d’argento: la Pirelli.

La gara non ha offerto molti spunti. Il Gran Premio certamente più monotono finora ha visto un ottimo Vettel in partenza superare Bottas e mettersi all’inseguimento di Hamilton, ma la differenza di passo tra Mercedes e Ferrari è apparsa subito evidente, già sulla gomma soft, ancor di più dopo il primo pit stop e il passaggio alla mescola media. Il tutto dopo la follia di Grosjean il quale al primo giro, uscito di pista, vi è rientrato eseguendo un testacoda che gli è costato lo speronamento dei malcapitati Hulkenberg e Gasly e il conseguente ritiro. Manovra che avrebbe meritato la sospensione immediata per diversi GP, col francese che non è certo al primo episodio del genere, ma alla fine dovrà solo scontare tre posizioni in meno in griglia a Monaco.


Dopo una ventina di tornate, la Red Bull allungava il primo stint mentre Vettel riusciva a difendersi dall’assalto di Bottas, mantenendo la seconda posizione dopo il cambio gomme del finlandese. Ma la temperatura fresca dell’aria e non troppo calda della pista (riasfaltata di recente) favoriscono proprio la Mercedes che non mostra segni di cedimento sugli pneumatici, così come le Red Bull, mentre la Ferrari non riesce mai a trovare la prestazione. Come se non bastasse, un altro problema tecnico (dopo quello nelle libere del venerdì) costringe Raikkonen (4° fino a quel punto) al ritiro. Attorno il 40° giro, anche la Force India di Ocon deve alzare bandiera bianca per un guasto e la direzione gara instaura il regime di Virtual Safety Car, poiché il francese non aveva potuto evitare di lasciare in traiettoria la vettura, che necessita quindi della rimozione. Ma, a sorpresa, la Ferrari richiama Vettel per una seconda sosta per montare un altro set di gomme medie, e per di più un rallentamento al box costa ulteriori secondi al tedesco, che rientra dietro Hamilton, Bottas e addirittura Verstappen, il quale approfitta della strategia iniziale della Red Bull. Così, Seb è costretto a inseguire ma non riesce mai ad affondare il colpo, arrivando vicino – ma non abbastanza – all’olandese, che conserva il podio nonostante un alettone danneggiato in uno scontro fortuito precedente con Stroll.


Quel che si può dire con certezza è che gli aggiornamenti introdotti da Mercedes e Red Bull hanno funzionato meglio di quelli della Ferrari: in particolare la scuderia anglo-tedesca ha mostrato un’ottima trazione, buona velocità anche nei tratti misti e una gestione migliore delle gomme. Ed ecco qua il punto cruciale.

SI parla da inizio stagione di escamotage dal punto di vista tecnico che la Ferrari avrebbe adottato. Ma la Rossa, certamente la miglior vettura nelle prime quattro gare come potenza e prestazioni, quando vince storicamente attira le invidie degli altri costruttori. Così, alle lamentele è subito seguita la compensazione. Il principale problema della Mercedes (e non da adesso) è l’utilizzo delle gomme, che spesso non entrano in temperatura o, peggio, si usurano prima del previsto. Un difetto, forse l’unico, di una vettura quasi perfetta e, a questo proposito, la casa di Stoccarda ha chiesto a Pirelli (fornitore unico) di modificare gli pneumatici, con la ‘giustificazione’ dei motivi di sicurezza, per eventuali esplosioni o desciappamenti improvvisi soprattutto su piste abrasive e con alte temperature dell’aria e del suolo. Detto, fatto: per il GP di Spagna, e lo stesso accadrà per gli appuntamenti in Francia e Gran Bretagna – ovvero le tre piste riasfaltate di recente, e quindi più aggressive sulle gomme – lo spessore del battistrada è stato ridotto di 0,4 mm, che consente dunque un minor surriscaldamento e un minor degrado delle coperture Pirelli. E non è escluso che ciò possa essere applicato anche alle altre gare.
Ma com’è possibile cambiare in corsa, e solo su richiesta di una squadra, quando ci vorrebbe almeno una maggioranza? E come si spiega che la Pirelli anche stavolta ha di fatto favorito indirettamente la Mercedes, danneggiando la Ferrari, la quale tra problemi di affidabilità, strategie errate e problemi tecnici ci ha anche messo del suo? E dov’è la stessa Pirelli che nel 2015 accusava la Ferrari e le altre squadre di spingere oltre il limite di utilizzo le gomme, senza mai prendere provvedimenti di questo tipo – per la sicurezza, ovvero – a stagione iniziata? E dov’è, soprattutto, la FIA? Su queste e tante altre domande, che resteranno senza risposta, ci sarebbe da riflettere a lungo ma, nel frattempo, la Mercedes (e solo lei) è tornata a volare proprio quando il problema determinante per gli scarsi risultati iniziali è stato risolto. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: la credibilità della Formula 1 è ancora una volta messa a repentaglio.

Prossima gara il 27 Maggio nel Principato di Monaco, sul prestigioso tracciato cittadino di Montecarlo.

FORMULA 1 GRAN PREMIO DE ESPAÑA EMIRATES 2018

Classifica di gara (prime posizioni)

GP Spagna Gara
Classifica Piloti (prime posizioni)

Classifica Piloti
Classifica Costruttori

Classifica GP Spagna

Credits: Formula 1 OfficialSky Sport HD

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