Cinema, Novità in sala

Al cinema con Pensieri Cannibali e WhiteRussian!


Questa settimana il consueto articolo di presentazione delle novità in sala  – fra le quali spicca “The Post” di Steven Spielberg – cambia struttura e ha l’onore di ospitare due tra i blogger italiani più importanti e conosciuti: Cannibal Kid di Pensieri Cannibali e Mr. James Ford di WhiteRussian! Tra di loro, si narra, la rivalità è storica… raramente sono d’accordo su qualcosa. Eppure, il rispetto dei ruoli li contraddistingue tanto che commentano insieme ogni giovedì le uscite cinematografiche, in uno stile molto particolare. È consuetudine, da un po’ di tempo, che per l’occasione ricevano proprio su Pensieri Cannibali un altro blogger… e stavolta è toccato a me! Un onore ma anche un rischio, poiché finire tra le loro grinfie non è proprio agevole e uscirne interi è molto difficile: sfida senza esclusione di colpi. Dunque sia qui di seguito che sul sito del Cannibale… buona lettura!

Dal 1° Febbraio

Locandina italiana The PostThe Post, regia di Steven Spielberg – USA 2017 – Drammatico
interpreti principali: Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Matthew Rhys, Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Jesse Plemons, Michael Stuhlbarg, Zach Woods
Soggetto e Sceneggiatura: Liz Hannah, Josh Singer
Fotografia: Janusz Kaminski
Montaggio: Sarah Broshar, Michael Kahn
Scenografia: Rick Carter
Costumi: Ann Roth
Musica: John Williams
Casting: Ellen Lewis
Una presentazione 20th Century Fox, prodotto da Amblin Entertainment, DreamWorks, Participant Media, Pascal Pictures, Star Thrower Entertainment, River Road Entertainment
Formato: a colori
Durata: 116′

Sinossi: 1971. Katharine Graham (Meryl Streep) è la prima donna alla guida del The Washington Post in una società dove il potere è di norma maschile. Ben Bradlee (Tom Hanks) è il duro e testardo direttore del suo giornale. Nonostante Kaye e Ben siano molto diversi, l’indagine che intraprendono e il loro coraggio provocheranno la prima grande scossa nella storia dell’informazione americana, con una fuga di notizie senza precedenti e svelando al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam, durata per decenni. La lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa è il fulcro del film, dove la scelta morale, l’etica professionale e il rischio di perdere tutto si alternano in un potente thriller politico. I due metteranno in gioco la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto a ogni cittadino.

Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford:

Giuseppe: Lo zio Steven è tornato ed è soltanto l’inizio: “The Post” e “Ready Player One” già si preannunciano come due tra i titoli migliori dell’anno. Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal film candidato a due Oscar, ovvero Miglior Film e – chi l’avrebbe mai detto! – Miglior Attrice protagonista per Meryl Streep, alla Nomination numero 21 della carriera. Giustamente Meryl ha precisato di recente che ha vinto solo tre volte o, se preferite, è stata battuta per altre diciassette: come dire, ha ancora ampissimi margini di miglioramento… ma prima che Trump cominci ad applaudire per questa sottile ironia su zia Meryl tengo a precisare che anche per me è un’interprete fenomenale, e che adoro, e questa volta la prova della Streep sembra proprio la sua migliore dai tempi di “The Iron Lady”, il che la renderà uno spauracchio temibile per le altre contendenti all’Oscar, tutte straordinarie (e lo posso confermare avendole già viste in anteprima). Peccato che a rimetterci sia ancora una volta Tom Hanks, che l’Academy non si fila per nulla dal 2001, pure se avrebbe meritato la nomination più di una volta, ad esempio per “Sully” e “Il ponte delle spie”. A questo proposito, sono certo che “The Post” come stile sia molto vicino proprio a quest’ultimo: grande regia (a proposito, membri dell’Academy, ma la candidatura a Spielberg? Ma di certo di voi dopo quelli che avete fatto nel 2017 non ci si può fidare più di tanto…), sceneggiatura intensa (la pubblicazione nel 1971 dei Pentagon Papers sul The Washington Post e le conseguenze politiche che questo provocò negli Stati Uniti) e cast eccezionale. Spero che sia Cannibal Kid che Mr. Ford abbiano la mia stessa fiducia nei confronti di questo film!

Cannibal Kid: Sul serio Giuseppe si aspetta che io possa avere fiducia nei confronti di un nuovo film di Steven Spielberg, regista che non mi convince dal 2005 con La guerra dei mondi e di recente autore di obbrobri come War Horse e Il GGG, e interpretato da quelli che reputo i due attori più sopravvalutati nell’intera storia di Hollywood???
Giuseppe, credici pure! E sì, è vero: Babbo Natale esiste ed è lo stesso Spielberg.

Ford: di Spielberg, ormai, ci si può fidare poco, considerate certe schifezze che ha propinato a noi tutti negli ultimi anni. È pur vero, però, che questo The Post, anticamera del da me attesissimo Ready Player One, mi ricordi come atmosfere i film d’inchiesta anni settanta, e dunque potrebbe essere lecito aspettarsi qualcosa di buono, come per Il ponte delle spie, ad esempio, una delle cose migliori del vecchio Steve del nuovo millennio. Stiamo a vedere.
A proposito della Streep, invece, non mi pronuncio: brava, brava. Ma lei e l’Academy hanno rotto il cazzo, caro Giuseppe.

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Locandina italiana Sono tornatoSono tornato, regia di Luca Miniero – Italia 2018 – Commedia, Grottesco
interpreti principali: Massimo Popolizio, Frank Matano, Stefania Rocca, Gioele Dix, Eleonora Belcamino, Ariella Reggio, Massimo De Lorenzo, Giancarlo Ratti, Guglielmo Favilla
Soggetto e Sceneggiatura: Luca Miniero, Nicola Guaglianone, dal film “Lui è tornato – Er ist wieder da” di David Wnendt
Fotografia: Guido Michelotti
Montaggio: Valentina Mariani
Scenografia: Tonino Zera
Costumi: Eleonora Rella
Musica: Pasquale Catalano
Prodotto da Indiana Production per Vision Distribution
Formato: a colori
Durata: 100′

Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford

Giuseppe: Non so se in questo caso invece Cannibal e Mr. Ford siano sulla mia stessa lunghezza d’onda poiché ritengo che Luca Miniero sia un regista dotato di ottimo talento, che però viene puntualmente sprecato con delle sceneggiature non all’altezza come accade per la maggior parte delle produzioni attuali del cinema italiano. Così come fece per “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, Miniero si cimenta nuovamente in un remake di un film europeo, in questo caso tedesco. In “Lui è tornato” del 2015 era Hitler che riemergeva prepotentemente nella Germania di oggi, mentre in “Sono tornato” è la volta – e non poteva essere altrimenti – di Benito Mussolini, interpretato da Massimo Popolizio. Ho già avuto da un caro amico un parere positivo sul questo film e potrebbe essere una delle rivelazioni della stagione. La trama è semplice quanto assurda: il Duce ricompare all’improvviso nell’Italia odierna e si accorge che può fare ancora leva sulla rabbia del popolo, sull’ignoranza dilagante e su una certa tendenza degli italiani a dare fiducia “all’uomo solo al comando”. La cosa che preoccupa è che alcune forze politiche in campo oggi vorrebbero far leva sulle stesse cose…

Cannibal Kid: Benvenuti al Sud non mi era dispiaciuto troppo, mentre Benvenuti al Nord m’era sembrato un sequel del tutto inutile. Un po’ come l’opinione stereotipata e banale di Mr. Ford sul cinema italiano, o come questo film, remake italico di un film tedesco che partiva da uno spunto interessante, ma lo sviluppava in maniera così così. A quanto pare per la versione nostrana si sono limitati a fare un copia/incolla di quello, cancellando il nome di Hitler e inserendo quello di Mussolini. Rimanendo in tema di crimini contro l’umanità, il fatto che nel cast ci sia Frank Matano, braccio destro di Paolo “peggior regista del mondo” Ruffini, non gioca poi molto a suo favore. Mi spiace Giuseppe, ma mi sa che Ford sul cinema italiano almeno ‘sta volta non ha poi così torto…

Ford: la sensazione che una visione del genere potrebbe provocarmi – come fu per Lui è tornato, film dal quale è stato tratto/copiaincollato -, è che purtroppo, fosse vero, potrebbe essere che il ritorno di certi personaggi finirebbe addirittura per convincere. In fondo, viviamo in un mondo dove c’è gente come Trump al potere. Per questo e per i numerosi dubbi che mi assalgono quando mi avvicino ad un certo Cinema italiano, credo passerò.

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Locandina italiana Maze Runner - La RivelazioneMaze Runner – La rivelazione (Maze Runner: The Death Cure), regia di Wes Ball – USA 2018 – Fantastico, Azione
interpreti principali: Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Aidan Gillen, Walton Goggins, Barry Pepper, Will Poulter, Patricia Clarkson, Dexter Darden, Jacob Lofland, Katherine McNamara, Rosa Salazar, Lili Taylor
Soggetto e Sceneggiatura: T.S. Nowlin, dal romanzo di James Dashner
Fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Paul Harb, Dan Zimmerman
Scenografia: Daniel T. Dorrance
Costumi: Sanja Milkovic Hays
Casting: Denise Chamian
Musica: John Paesano
Una presentazione 20th Century Fox, prodotto da Gotham Group, Temple Hill Entertainment per 20th Century Fox Italia
Formato: a colori
Durata: 142′

Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford

Giuseppe: Terzo capitolo (e a quanto pare conclusivo) della saga distopica tratta dai romanzi di James Dashner, per la regia di Wes Ball. Sul film direi che non vi sia molto da aggiungere poiché i fan sapranno già tutto mentre ai nuovi appassionati inutile rovinare la sorpresa. Ciò che mi preme sottolineare è che l’unico vero valido motivo per il quale andrei a vedere “Maze Runner – La rivelazione”, che è probabilmente l’unico vero valido motivo per il quale sono andato a vedere “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”: Kaya Scodelario. Dopo quell’obbrobrio di “Oltre i confini del mare” avevo giurato a me stesso che mai e poi mai la Disney mi avrebbe nuovamente trascinato in sala per un film dei Pirati ma, con una mossa molto furba, hanno scelto la meravigliosa Kaya per il ruolo di Carina Smith. Ma l’attrice britannica è molto più che solo Carina, e non dimentico che Cannibal la mise anche tra le sue cotte adolescenziali di qualche tempo fa: nel frattempo direi che la nostra Scodelario è cresciuta davvero benissimo. Ah, le inglesi! Speriamo che la mia fidanzata – che, per chi di voi non lo sapesse, è Jennifer Lawrence – non legga questa parte dell’articolo, o la sua gelosia diventerà irrefrenabile…

Cannibal Kid: Ah, ricordo i tempi di Skins in cui feci da talent scout di Kaya Scodelario… Negli ultimi tempi invece è finita a girare ‘ste scemate hollywoodiane che manco lei mi convincerebbe a guardarle. Quanto a Maze Runner, m’è bastato e avanzato il primo episodio. E se una saga young adult non piace nemmeno a me, vuol dire che c’è sicuramente qualcosa che non va. Nella saga, o in me. O in entrambe. Quanto a Jennifer Lawrence, apprendo ora che a quanto pare è il buon Giuseppe la causa della rottura tra lei e Darren “Genio” Aronofsky. Il mio amore per lei però credo sia più forte sia di quello di Giuseppe, che di quello di Ford, visto che io sono arrivato ad adorare persino Madre!. E voi nooo, e voi nooo.
E comunque credo che Jennifer Lawrence sia l’unica cosa su cui possiamo essere d’accordo noi tre…

Ford: ah, Jennifer Lawrence. Per me potremmo anche schiaffarci una maratona dei suoi film sbattendocene allegramente di Maze Runner e compagnia bella.

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Locandina italiana C'est la vie - Prendila come vieneC’est la vie – Prendila come viene (Le sens de la fête), regia di Eric Toledano, Olivier Nakache – Francia 2017 – Commedia
interpreti principali: Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clément, Alban Ivanov, Kévin Azaïs, Judith Chemla, Yves Heck, Hélène Vincent
Soggetto e Sceneggiatura: Eric Toledano, Olivier Nakache
Fotografia: David Chizallet
Montaggio: Dorian Rigal-Ansous
Scenografia: Nicolas de Boiscuillé, Cédric Henry
Costumi: Isabelle Pannetier
Musica: Avishai Cohen
Casting: Elodie Demey, Natacha Kossmann, Marie-France Michel
Prodotto da Quad Productions, Ten Films, Gaumont, TF1 Films Production, Main Journey, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique per Videa-CDE
Formato: a colori
Durata: 117′

Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford

Giuseppe: I registi di “Quasi amici” tornano con una nuova commedia, questa volta corale, e dallo stile molto leggero e divertente, con i protagonisti alle prese con l’organizzazione di un matrimonio per una coppia di giovani sposi: tutto dovrebbe essere perfetto, ma resterà soltanto nelle intenzioni. La commedia francese sta vivendo una nuova primavera e Eric Toledano e Olivier Nakache sono tra i maggiori esponenti: incassi quasi sempre eccezionali anche in Italia, dove quasi ogni settimana ne arriva una tra le uscite. Ho saputo che un|tipetto|impertinente la scorsa volta voleva far coniugare Cannibal Kid e Mr. Ford, ma certo mi auguro non volesse affidare l’evento allo staff di Max/Jean-Pierre Bacri… dovrebbe essere sempre disponibile quello del matrimonio tra la Sposa e Bill, che attende ancora un rimborso spese da quest’ultimo.

Cannibal Kid: Questo matrimonio tra me e Ford non s’ha da fare, né domani, né mai. Né con lo staff di Kill Bill, né con quello di Max… chiii? Jean-Pierre Bacri? Ah, ma qua allora il Giuse se ne intende di cinema francesone ancor più del sottoscritto? Bien. Allora forse abbiamo trovato – miracolo! – un film che può piacere a entrambi, e pure al Ford, che con Quasi amici si era esaltato quasi quanto i radical-chic patiti di Francia come moi.

Ford: Quasi amici fu una sorpresa davvero ottima, anche se il rischio, per registi saliti alla ribalta per una “one hit wonder”, è di ripetersi in peggio per tutto il resto della carriera. Sarei lieto di essere smentito, ma non ho troppa fiducia in Toledano e Nakache. Non sarebbe male, però, che Giuseppe e Cannibal preparassero un bel party per festeggiare me e Jennifer Lawrence.

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Locandina italiana Slumber - Il demone del sonnoSlumber – Il demone del sonno (Slumber), regia di Jonathan Hopkins – USA, Gran Bretagna 2017 – Horror
interpreti principali: Maggie Q, Kristen Bush, Sam Troughton, Will Kemp, William Hope, Sylvester McCoy, Honor Kneafsey, Susan Fordham, Mark Preston
Soggetto e Sceneggiatura: Richard Hobley, Jonathan Hopkins
Fotografia: Polly Morgan
Scenografia: Caroline Story
Montaggio: Gary Forrester
Costumi: Jemima Penny
Prodotto da Tea Shop & Film Company, Goldcrest Films International per Koch Media
Formato: a colori
Durata: 84′

Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford

Giuseppe: In Slumber la protagonista Alice (interpretata da Maggie Q) è una specialista dei disturbi del sonno, ma porta con sé un trauma dal passato con il quale dovrà fare i conti quando riceve l’incarico di occuparsi di un’intera famiglia afflitta da gravi problemi notturni. Uno dei componenti soffre addirittura di un disturbo che porta a vivere, da svegli, i propri incubi. Insomma si parla di sonno ma da qui il collegamento coi sogni è praticamente immediato, e di conseguenza quello con un film come “Inception” e Christopher Nolan. Ma io voglio andare oltre e utilizzare questo spazio per interesse personale, ebbene sì. No, tranquilli, nessuna proposta elettorale: ma è giusto ricordare a voi, cari lettori, che sia Cannibal che Mr. Ford non hanno esaltato a sufficienza un capolavoro come “Dunkirk”, e anzi il signor Cannibal lo ha addirittura disintegrato suscitando tutta la mia indignata reazione. Come si può, dico io? Pentitevi, infedeli! Il comitato per la difesa del cinema di Nolan, del quale sono il presidente, vi osserva, sempre!

Cannibal Kid: Se apriamo il capitolo Dunkirk, qua ne esce un dibattito degno del processo del fu Biscardi. Ribadisco solo che quello di Nolan, regista che un tempo apprezzai e ora non penso proprio, è un film senza personaggi, senz’anima, senza emozioni, senza un punto di vista personale e senza Storia. A parte questi piccoli dettagli, non gli manca davvero nulla ahahah.
E poi ammettilo Giuseppe, che di Nolan sei in love ancor più che di JLaw, che dopo filmoni come Memento, The Prestige o Inception, anche tu da questo Dunkirk ti aspettavi qualcosa in più…

Ford: il demone del sonno è quello che fanno venire film senz’anima pur se dalla grande tecnica come Dunkirk, che considero riuscito dal punto di vista tecnico ma davvero poco coinvolgente per tutto quello che riguarda il fascino ed il cuore, che a produzioni come Memento, Inception e soprattutto il mio favorito The Prestige non manca affatto. Un altro in grado di evocare il demone del sonno è Cannibal quando parte con i suoi pipponi in difesa dei suoi favoriti, un po’ come il tuo qui sopra, Giuseppe. E non prendertela come Doc Manhattan, mi raccomando!

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Locandina italiana L'Incantesimo del DragoL’incantesimo del drago, regia di Manuk Depoyan – Ucraina 2016 – Animazione, 85′


Il commento di Giuseppe, Cannibal e Ford

Giuseppe: Il coraggioso figlio di un eroe cacciatore di draghi, con l’aiuto di un pipistrello aspirante drago e un altro giovane amico, si lancia alla salvezza disperata del mondo degli umani e del mondo della magia. Film d’animazione di produzione ucraina che avrà purtroppo una programmazione cinematografica risicata (a cura di Twelve Entertainment) ma sia queste piccole opere che le case di distribuzione che le acquistano meritano tantissimo appoggio e sostegno.

Cannibal Kid: Purtroppo una programmazione risicata? Piccole perle?
Ford, in che modo sei riuscito a corrompere l’onesto Giuseppe per fargli pronunziare codeste assurdità su una tale bambinata? Coi soldi, oppure con la vagina fatata di Jennifer Lawrence?

Ford: nessuna vagina fatata. Forse Giuseppe dall’Ucraina ha importato anche parecchia vodka – e su questo non si può certo dargli torto -, perché una sparata così non me l’aspettavo neanche io!

Giuseppe: ragazzi, ho detto “piccole opere”, non “piccole perle”! L’unica perla resta Jennifer Lawrence, qua!

3 pensieri riguardo “Al cinema con Pensieri Cannibali e WhiteRussian!”

  1. Due tra i blogger italiani più importanti e conosciuti? Insomma… magari nel mio caso può anche essere vero ahahaha, ma in quello di Ford sicuramente no, doppio ahahahah 🙂

    Comunque io e Ford non siamo quasi mai d’accordo, ma mi sa che in generale non siamo d’accordo nemmeno con te, né con gli altri, quindi potremmo sfidare il mondo intero.
    L’unica cosa su cui almeno noi 3 siamo d’accordo è Jennifer. Santa donna, se non ci fosse lei saremmo in guerra costante. 😀

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  2. The Post l’ho visto, e l’ho trovato molto simile a Lincoln (e a tutti i film “autorali” di Spielberg): zero azione, tante chiacchiere. La differenza è che le chiacchiere di Lincoln ANNOIANO, quelle di The Post INTRATTENGONO. Non dico “divertono” perché sarebbe un complimento troppo lusinghiero, ma non è affatto facile tenere alta l’attenzione dello spettatore quando fai un film di soli dialoghi, e Spielberg ci è riuscito in pieno.

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