“Jackie”, le responsabilità di una First Lady

I giorni che seguirono l’assassinio di J.F.Kennedy e il ruolo che assunse la moglie Jacqueline, che con il suo coraggio superò il dramma, sostenne i suoi figli e onorò la memoria del Presidente. Parliamo di Jackie, film diretto da Pablo Larraín e con Natalie Portman protagonista.

In una fredda giornata, un giornalista (Billy Crudup) bussa alla porta di una villetta elegante. Ad aprirgli è Jacqueline Kennedy (Natalie Portman), vedova di JFK e pronta a raccontargli qualcosa di più sul suo periodo da First Lady, anche se traspare, da parte sua, una certa riservatezza.
Ma occorre tornare indietro: a Dallas, il 22 Novembre 1963. Dopo due anni e mezzo di presidenza, durante una visita ufficiale alcuni colpi di arma da fuoco colpiscono a morte John Fitzgerald Kennedy, che sfilava in automobile scoperta accanto alla moglie Jacqueline, per tutti Jackie, che cerca di tenere in vita il marito fino ad arrivare ai soccorsi. Ma non c’è nulla da fare. Già sul volo di ritorno, Jackie, nel suo elegante abito rosa che porta ancora i segni dell’eccidio, assiste al giuramento del vice di JFK, Lyndon B. Johnson (John Carroll Lynch), come nuovo Presidente. Ma Jackie, che al ritorno alla Casa Bianca cerca il sostegno dell’amica e collaboratrice Nancy (Greta Gerwig), vuole a ogni costo organizzare un solenne corteo funebre in memoria del marito, per onorarne la figura, rimarcare il proprio coraggio (che per qualcuno è invece egoismo e voglia d’apparire, per una volta ancora) e consegnarlo alla storia come merita. Nonostante Bobby Kennedy (Peter Sarsgaard), Ministro della giustizia e fratello di John, tenti di farla riflettere per trovare una soluzione che eviti tensioni politiche…

Candidato a tre Premi Oscar e vincitore del Premio per la Miglior sceneggiatura alla 73^ Mostra d’arte cinematografica di Venezia, Jackie è un film estremamente difficile da valutare. Scritto da Noah Oppenheim, proprio dal punto di vista della scrittura le interpretazioni sono molteplici. La Jackie che vediamo di fronte al giornalista è una donna algida, riservata, che non lesina risposte infastidite; la Jackie dei momenti immediatamente successivi all’assassinio del marito è invece sconvolta, incerta, impaurita. Al ritorno a Washingon, in quella White House che aveva contribuito a rinfrescare, rimodernare, rendere più accogliente con l’idea di farla divenire come aperta a tutti i cittadini, deve trovare la forza di reagire e dare animo ai figli piccoli, cui non sa come spiegare perché loro padre non è più lì, e rispondere in qualche modo all’opinione pubblica che attende, impaziente, lo sviluppo degli eventi.

E’ dunque complessa la personalità della protagonista, divisa fra i doveri verso la Nazione e quelli di moglie e madre. Come accennavo in precedenza, la scelta di Jackie – nel voler organizzare una grande cerimonia per JFK –  sembra un tentativo appariscente, ma in realtà fa capire come abbia ricoperto con onore un ruolo che per molti è sempre stato più grande di lei, ovvero quello di First Lady. Ma Jacqueline, che non si dà pace per aver perso in quella maniera il marito, nonostante la sua nota infedeltà e qualche mancanza nei suoi riguardi, non riesce a togliersi davanti l’immagine di John con il cranio spaccato dai proiettili, e si chiede il perché di quell’orrore. Non trova una risposta né nei colloqui con Bobby, cui la lega un ottimo rapporto, né con l’amica Nancy, e neppure nella fede, parlando con un prete (interpretato dal compianto John Hurt), che non risolve, se non in parte, i suoi interrogativi.

In un contorno politico abbastanza torbido, e in un’epoca dove la speranza sembra dover lasciar posto alla violenza, la sceneggiatura di Oppenheim si mantiene dunque a debita distanza dal voler andare a fondo nell’animo di Jackie, che non rimarrà sopraffatta dalle circostanze ma ne uscirà comunque provata, forse privata definitivamente di una parte di sé stessa, accennandone la personalità attraverso le azioni che ha intrapreso in quei drammatici giorni e annotando – come fa Theodore H. White, giornalista politico di Life, sul suo taccuino – il desiderio di raccontare di una realtà che avrebbe immaginato migliore, come in una magnifica ed elegante corte medievale (una moderna Camelot…).

A sostenere il ruolo, è una sontuosa Natalie Portman, che – ed è necessaria la visione dell’opera in versione originale, in questo caso – porta in scena quell’accento unico, un po’ upper class newyorkese, un po’ collegio per signorine bene (come lo ha definito la stessa attrice in una recente intervista) tipico di Jackie, oltre che il fascino e il portamento di una donna che è stata protagonista del secolo scorso, in ogni caso. Una prova maiuscola che è valsa a Natalie la terza candidatura all’Oscar (dopo Closer nel 2005 e la vittoria per The Black Swan nel 2011), e la conferma come una delle interpreti migliori del panorama internazionale.
E’ più che meritata anche la candidatura per i costumi di Madeleine Fontaine (gli abiti indossati dalla Portman sembrano davvero quelli di Jacqueline), così come per la colonna sonora di Mica Levi (che sottolinea i toni gravi della narrazione), ma manca certamente quella per la regia di Pablo LarraÍn. Dopo i recenti riconoscimenti di critica per El Club (2015) e Neruda (2016), l’autore cileno dimostra ancora una volta il suo talento misurandosi anche con la prima produzione americana e il suo primo film girato in lingua inglese, oltre che dall’impostazione particolare, tra il racconto biografico e l’approfondimento di tematiche quali l’elaborazione di eventi drammatici e il peso che hanno avuto nell’opinione pubblica personaggi che hanno segnato un’epoca. E la tecnica di Larraín, che alterna intensi primi piani della protagonista a inquadrature simmetriche e che ‘occupano’ perfettamente lo spazio di ripresa, è determinante, così come la sua sensibilità per trarre il meglio da una sceneggiatura piena di sfaccettature.

Il voto di Ieri, Oggi, Domani

4-stelle

Un film che racconta la personalità complessa di Jacqueline Kennedy ma lascia spazio a diverse interpretazioni, su un periodo storico difficile per gli Stati Uniti e con eventi drammatici che hanno segnato un’epoca. Natalie Portman, attraverso una prova eccellente, ci mostra una Jackie che non avevamo ancora conosciuto.

La scheda del film

Jackie, regia di Pablo LarraÍn – USA, Cile 2016 – Biografico, Drammatico
interpreti principali e ruoli: Natalie Portman (Jacqueline ‘Jackie’ Kennedy), Peter Sarsgaard (Robert ‘Bobby’ Kennedy), Greta Gerwig (Nancy Tuckerman), Billy Crudup (il giornalista), John Hurt (il prete), Richard E. Grant (Bill Walton), John Carroll Lynch (Lyndon B. Johnson), Beth Grant (Lady Bird Johnson), Max Casella (Jack Valenti), Caspar Phillipson (John F. Kennedy), Georgie Glen (Ethan Kennedy), Julie Judd (Rose Kennedy)
Soggetto e Sceneggiatura:
Noah Oppenheim
Fotografia: 
Stéphane Fontaine
Montaggio:
Sebastián Sepúlveda
Scenografia:
Jean Rabasse
Costumi:
Madeline Fontaine
Musica:
Mica Levi
Casting:
 Lindsay Graham, Jessica Kelly, Mary Vernieu, Mathilde Snodgrass
Prodotto da 
Jackie Productions Limited, con Protozoa, LD Entertainment, Fabula, Wild Bunch, Why Not Productions per Lucky Red
Formato:
a colori
Durata:
100′
Uscita USA: 2 Dicembre 2016
Uscita Italia: 23 Febbraio 2017

Per le immagini e il trailer si ringrazia Lucky Red.


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