Recensioni, Serie TV

“The Young Pope”, tra fascino e perplessità

Attesa come l’evento mediatico dell’anno, presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, esaltata da molti, criticata da altri: parliamo di “The Young Pope”, la serie scritta e diretta da Paolo Sorrentino e con Jude Law protagonista.

Le origini di “The Young Pope” (piccoli spoiler)

Città del Vaticano, Roma. Il conclave ha eletto il nuovo Pontefice, successore di Pietro e in nome di Dio. Ma non è un uomo avanti con gli anni, quindi “saggio e maturo” come nella tradizione. Le manovre all’interno della Cappella Sistina hanno portato all’incredibile elezione del giovane Lenny Belardo (Jude Law). Statunitense, neppure cinquantenne, il cardinale Belardo è il protetto del cardinal Spencer (James Cromwell), che molti indicavano come il favorito al soglio Pontificio e quanto mai vicino al Segretario di Stato Vaticano, il potente cardinale Angelo Voiello (Silvio Orlando), che però non intende né approfondire troppo le trame parallele dietro la scelta di Belardo né condividere la preoccupazione eccessiva dei conservatori della Curia romana, ma anzi vorrebbe cercare di capire. Sì, perché il nuovo Papa Pio XIII (scelta del nome di per sé molto particolare, essendo il Pio predecessore uno dei pontefici più controversi della storia) stupisce già tutti dal primo discorso dal balcone centrale della Basilica di San Pietro, facendo chiaramente intendere come il nuovo corso sarà austero, stringente, non aperto a tutti: non sarà la Chiesa cattolica ad andare incontro ai fedeli, ma saranno essi a dover seguire la Chiesa. Tutti restano basiti. Lenny è deciso, severo, resiste alle prime manovre dell’infido (ma non del tutto) Voiello e alle prime mosse contrarie della Curia. Assume decisioni nette, cambia ruoli di comando, sceglie nuove figure che stiano a lui vicine, fra cui il cardinale Gutierrez (Javier Cámara), la Responsabile Marketing e Comunicazione del Vaticano, l’affascinante Sofia (Cécile de France) e la nuova Segretaria particolare, Suor Mary (Diane Keaton), che altri non è che la donna che ha cresciuto Lenny quando i suoi genitori, da bambino, lo abbandonarono in un orfanotrofio. Un fatto che tormenta Belardo da tutta la vita, e solo l’amore di Mary e l’amicizia del suo migliore amico Andrew, oggi divenuto il cardinale Dussolier (Scott Shepherd), hanno permesso a Lenny di trovare una strada. Che l’ha portato fino a diventare il giovane Papa. Ogni sua scelta è criticata da Voiello e dalla Curia, ogni sua decisione sorprende. Niente discorsi in pubblico, niente viaggi ma indagini approfondite per ripulire la Chiesa dal marcio che cova: Pio XIII ha appena iniziato…

La scommessa di Paolo Sorrentino

Prodotto da Wildside, Haut et Court TV e Mediapro, trasmessa in Italia in dieci episodi da Sky, e presto in Francia da Canal+ e negli Stati Uniti da HBO, “The Young Pope” è la sfida che Paolo Sorrentino ha voluto affrontare dopo aver raggiunto l’apice della notorietà attraverso il cinema, soprattutto con “La Grande Bellezza” (che gli è valso Oscar e Golden Globe) e “Youth”. Il panorama delle serie tv sta vivendo un’espansione incredibile, specie in USA e in Gran Bretagna, proponendo opere di grande rilievo tecnico e narrativo, anche perché molti autori cinematografici, per varie ragioni, si stanno affacciando sempre più spesso in tale ambito. Sia chiaro: cinema e televisione si incontrano, si fondono, si aiutano anche a vicenda, quando un tempo quasi si scontravano. Ma il lavoro che un film richiede e la macchina che si muove per realizzare una pellicola restano di spessore unico, e le possibilità tecniche del grande schermo sono pressoché inarrivabili. Ma è senza dubbio stimolante, per un regista, uno sceneggiatore o un attore, affrontare un lavoro che si sviluppa su un arco narrativo temporale maggiore, con tempi di realizzazione molto stretti ma con più spazio per approfondire personaggi e trame. E, forse, più libertà d’azione. E mentre in Italia qualcosa di nuovo si evidenzia (pensiamo a “I Medici”, ma ancora prima a “Gomorra” e “Romanzo Criminale”), ecco che anche un autore come Sorrentino ha deciso di dedicarsi a un progetto intrigante quanto rischioso.

Tra meraviglia e perplessità

Sì, perché “The Young Pope” tratta temi che scottano. Non giriamo troppo intorno al punto: lo Stato Pontificio rappresenta, da sempre, un riferimento per gran parte della popolazione italiana e dell’opinione pubblica, costituendosi sì come l’istituzione che si fonda sulla fede cattolica ma anche come centro di potere, oltre che religioso, pure economico e politico. Quindi ambientare una serie dentro il Vaticano, la chiacchierata Curia (che a onor del vero Papa Francesco sta tentando di cambiare) e all’interno delle “stanze del potere” è certamente “pericoloso” perché potrebbe rappresentare un boomerang per chi quel mondo l’ha provato a raccontare (in maniera del tutto particolare, certamente). Ma Sorrentino, col suo piglio e la sua ambizione, ha eluso i problemi, mostrandosi allo stesso tempo dissacrante e rispettoso, suscitando riflessioni da parte dei credenti e pure dai non credenti, operando scelte narrative al limite tra il blasfemo e la trascendenza divina, supponendo che effettivamente qualcosa di importante oltre la nostra esistenza vi sia. Ed ecco Lenny Belardo, interpretato da un sontuoso Jude Law: l’unico suo vizio apparentemente è quello del fumo, ma è nella sua attività papale che sta il “problema”, perché tra voglia di cambiamento e decisioni invece conservatrici, attraverso atti di grande valore religioso e momenti nei quale la sua fede si presenta invece poco salda, la figura del giovane Papa diventa ambigua, tanto che il dubbio se sia un santo (come Suor Mary afferma), o tutt’altro, affiora in numerose circostanze. Ma nella splendida fotografia di Luca Bigazzi, è evidente come il suo bianco abito talare sia lucente, ammantato di un’area… divina, e non è affatto casuale come scelta stilistica.

the young pope jude law
Certo, la scrittura di Sorrentino è eccentrica, ancora di più lo sono le intuizioni visive che a volte uniscono momenti della trama e sono di notevole impatto emotivo, ma altre volte appaiono fine a sé stesse, sgradevoli e eccessive, quasi a mostrare come il regista napoletano abbia faticato a trovare una misura e si sia lasciato prendere la mano (portando alla mente i virtuosismi di “Youth”), anche se tutto fa parte della cifra propria della serie. Trovandosi di fronte a un racconto che si sviluppa su dieci episodi (da circa 60′ ciascuno), è bene porsi in maniera critica ma non definitiva finché non si è giunti alla sua conclusione, anche perché tutto fa parte di un progetto che necessita di grande attenzione per essere compreso fino in fondo.

Oltre all’interpretazione di Jude Law, attore oramai giunto alla sua maturità artistica, sono da evidenziare le prove di Silvio Orlando e Javier Cámara. Il primo nel ruolo dell’indecifrabile cardinale Voiello, che appare a volte spietato e senza scrupoli, altre pieno di umanità, tifoso del Napoli e dotato di autoironia (e autore di alcune delle frasi cult dell’intera serie). Vorrebbe distruggere ciò che Pio XIII potrebbe rappresentare e il percorso sul quale vorrebbe portare la Chiesa cattolica, ma in fondo è affascinato dalla figura di Belardo, che lo conferma, nonostante tutto, come Segretario di Stato. L’attore spagnolo, invece, è un personaggio insicuro, fragile, che indossa un abito troppo pesante, ma la fiducia che il Papa dimostra in lui, anche perché ne riconosce l’onestà e la saldezza morale, lo trasformerà poco alla volta.

the young pope voiello silvio orlando

Spiccano poi, oltre Ludivine Sagnier nel ruolo di Esther, due figure femminili molto differenti quanto importanti per Lenny: quelle di Suor Mary, interpretata da una fantastica Diane Keaton che non ha certo bisogno di presentazioni, e quella di Sofia, interpretata dalla bellissima Cécile De France, con la quale Lenny instaurerà un rapporto di stima e cordiale amicizia, pur nelle divergenze. Ma anche Sofia comprenderà chi è davvero Pio XIII.

the young pope diane keaton

In attesa di una seconda stagione già annunciata da Sorrentino, possiamo affermare che la serie segna una svolta e, se non sorprende chi conosceva già bene lo stile del regista, certamente si fa notare come un’importante novità nel contesto della narrazione televisiva italiana. Pur con dei difetti non di poco conto.

Il voto di “Ieri, Oggi, Domani”

3-stelle

C’è tantissimo di Paolo Sorrentino, con pregi e limiti. “The Young Pope” rimane sempre in bilico tra l’essere una serie che rimarrà nella storia della tv italiana e un enorme esercizio di stile fine a sé stesso.

La scheda della serie

“The Young Pope”, regia di Paolo Sorrentino
Prod.: Italia, Francia, USA 2016
Genere: Drammatico
Episodi: 10
Durata: 60′ circa a episodio; Formato: a colori
interpreti principali e ruoli: Jude Law (Lenny Belardo, Papa Pio XIII), Silvio Orlando (cardinale Angelo Voiello), Diane Keaton (Suor Mary), Javier Cámara (cardinale Gutierrez), Cécile De France (Sofia), Scott Shepherd (cardinale Andrew Dussolier), James Cromwell (cardinal Michael Spencer), Ludivine Sagnier (Esther), Ignazio Oliva (Valente), Marcello Romolo (Don Tommaso), Gianluca Guidi (padre Amatucci), Guy Boyd (arcivescovo Kurtwell), Toni Bertorelli (cardinale Caltanissetta), Vladimir Bibic (Ozolins)
Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, con Umberto Contarello, Tony Grisoni, Stefano Rulli
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Scenografia: Ludovica Ferrario, Eugenia F. Di Napoli
Costumi: Luca Canfora, Carlo Poggioli
Musica: Lele Marchitelli
Casting: Laura Rosenthal, Anna Maria Sambucco
Prodotto da Wildside, Haut et Court TV e Mediapro per Sky Italia, Canal+, HBO

the young pope HBO

2 thoughts on ““The Young Pope”, tra fascino e perplessità”

  1. Pur non avendo ancora visto la serie so bene di ciò che parli quando fai riferimento all’esercizio stilistico fine a se stesso, come lo è in fondo La grande bellezza. Le cose vanno meglio con This Must Be The Place e Youth

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