“Suicide Squad”, c’è del buono tra i cattivi

Meglio tardi che mai, ma le ferie estive delle sale cinematografiche hanno fatto slittare a chi vi scrive la visione di “Suicide Squad”, il film diretto da David Ayer e nuovo capitolo del DC Extended Universe. Ma anche uno dei “casi mediatici” dell’anno…

Dopo il sacrificio di Superman, in seguito alla battaglia finale narrata in “Dawn of Justice” e durante la quale né Batman né Wonder Woman hanno potuto salvarlo, l’intelligence e il Governo degli Stati Uniti d’America si chiedono se il prossimo meta-umano che arriverà sulla Terra riesca a condividere i princìpi di pace e democrazia come ha fatto l’Uomo d’acciaio, oppure diventi un nemico per tutta la popolazione mondiale. Inoltre, nuove entità aliene potrebbero assaltare il globo e anche i pericoli terroristici sono dietro l’angolo. Insomma, un quadro dove regna l’incertezza e che la determinata Amanda Waller (Viola Davis) intende risolvere coi vertici militari statunitensi. E lei ha già la soluzione: formare una squadra di supercattivi (e supercriminali) destinati a marcire in carcere ma che, costretti a combattere insieme per una causa comune, potrebbero fermare e distruggere qualunque nemico. Tra di essi, troviamo il killer professionista Floyd Lawton, ovvero Deadshot (Will Smith), capace di colpire qualunque obiettivo senza opportunità d’errore; poi Harley Quinn (Margot Robbie), colei che era Harleen Frances Quinzel, la psichiatra dell’Arkham Asylum di Gotham corrotta dal Joker (Jared Leto) e innamorata del criminale, nemesi del Cavaliere Oscuro; quindi ecco George “Digger” Harkness detto Captain Boomerang (Jai Courtney), un ladro professionista australiano spietato nell’utilizzo della sua arma prediletta; poi c’è Waylon Jones / Killer Croc, (Adewale Akinnuoye-Agbaje), un criminale dalla pelle di rettile con tendenze da cannibale, ma abile e dalla notevole forza; quindi il tormentato Chato Santana / El Diablo (Jay Hernandez), un gangster capace di controllare il fuoco grazie ai suoi poteri; infine Christopher Weiss / Slipknot (Adam Beach), specializzato nell’utilizzo delle corde. La Waller riesce a convincere i generali e a creare la cosiddetta “Squadra suicida”, pronta a combattere e farsi uccidere ma anche minacciata in caso di ribellione, sotto il controllo del militare Rick Flag (Joel Kinnaman), protetto da Katana (Karen Fukuhara), esperta di arti marziali e della spada. La Waller ha inoltre in serbo l’asso nella manica, ovvero June Moone / Incantatrice (Cara Delevingne), un’archeologa dominata dallo spirito maligno di una strega dai poteri eccezionali e che un tempo veniva venerata dagli uomini. Ma i piani non andranno come la Waller aveva previsto…

Il coraggio paga sempre, in ambito cinematografico? Il coraggio, ovvero, di proporre qualcosa di “nuovo”, o meglio, di “alternativo”?

La domanda sorge spontanea soprattutto se parliamo di cinecomic. L’eterna lotta tra Marvel e DC Comics vive nella standardizzazione dei film della “Casa delle idee”, da quando è stata rilevata da Disney (eccezion fatta per i diritti ancora in mano alla Fox sugli X-Men) e nella rincorsa da parte di Warner Bros. e DC che non hanno voluto vivere sugli allori della Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan (che va ben oltre il cine-fumetto) e hanno iniziato a costruire il loro Universo, ingaggiando uno scontro commerciale arduo. Il ritardo nei confronti di Marvel/Disney era ampio e rimane tale, e riuscire a colmare il gap è da tre anni l’obiettivo della Warner che probabilmente, però, avrebbe fatto bene a pensare solo a sviluppare le proprie idee nel miglior modo possibile anziché tuffarsi da subito in un lungo inseguimento.
Più che dal punto di vista narrativo o della qualità delle opere, la Warner ha dunque sofferto la fretta di fare. Il punto di forza della Marvel/Disney è aver trovato un canone determinato e insistere su quello, anche se a mio parere si inizia a percepire parecchia ‘stanchezza’. Un qualcosa di diverso si è ammirato con “Guardiani della Galassia”, del quale presto arriverà anche il secondo capitolo. Dopo “Man of Steel”, Warner e DC hanno prodotto “Batman v Superman: Dawn of Justice” (qui la recensione) e, prima di proseguire, hanno in qualche maniera differenziato il percorso proprio con “Suicide Squad”.

Un film che, a conti fatti, è riuscito a metà.

A mio parere, infatti, è forte il contrasto tra punti migliori e aspetti invece troppo poco convincenti. Il film risulta quindi discontinuo, sebbene dal ritmo costante, ma le ingenuità fanno a pugni con le intuizioni riuscite.
Una prima parte dedicata all’introduzione dei personaggi, descritti in maniera interattiva dalla regia di Ayer, e spiccano, senza dubbio, loro due, la coppia più cool dell’anno: Deadshot e Harley Quinn, interpretati da un fenomenale Will Smith e da una magnetica e irresistibilmente sensuale Margot Robbie, i quali riescono a risultare credibili e perfettamente integrati nel proprio personaggio. Il primo, Floyd Lawton, si porta dietro il suo “talento” nell’uccidere attraverso qualunque arma che riesca a sparare, ma anche il rammarico di non poter fare il padre, sempre inseguito dalla giustizia (e da Batman…); e poi c’è lei, l’ex psichiatra di Arkham, plagiata e trasformata nel fisico e nella mente dal Joker, che da paziente diventa suo riferimento. Irriverente, sfrontata, determinata, folle: ma siamo certo che sia il Joker a dominare lei, e non il contrario?

Se Deadshot e Harley Quinn sono eccezionali, anche il resto del cast è tutto ben costruito, specie con una sorprendente Viola Davis e l’ottimo Jay Hernandez. Ma c’è anche lui: il Joker di Jared Leto. E qui il discorso si amplia.

Si è saputo, infatti, che la Warner Bros. avrebbe deciso per un intervento deciso in fase di montaggio nella post-produzione, ritornando sui suoi passi in parte, ma cambiando comunque la struttura finale dell’opera. A restarne danneggiato più di tutti sarebbe stato proprio il ruolo del Joker, con lo stesso Leto che ha lamentato in occasioni pubbliche il trattamento che la Warner gli avrebbe riservato. Ma dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, come (quasi) sempre. Ha sbagliato la Warner Bros. a creare troppa aspettativa sulla presenza dell’iconico villain, che era ovvio sarebbe rimasto personaggio di contorno, specie per chi conosce la Suicide Squad dei fumetti ma anche semplicemente leggendo la sinossi ufficiale, il tutto per scopi commerciali. Ma hanno di fatto illuso la platea che si aspettava il gran ritorno del Joker che comunque c’è, e a tratti convince, ma in linea generale la prova di Leto appare eccessivamente carica di personalismi un pò fini a sé stessi e più che l’atteggiamento da gangster d’altri tempi (ricorda il Jack Napier di Nicholson) o il trucco e i costumi, c’è poca profondità narrativa dietro. Ma qui si va ai limiti di scrittura, dei quali accenneremo a breve; e peraltro iniziare a fare paragoni con i Joker precedenti appare arduo, anche perché si tratta di contesti troppo diversi fra loro e in fondo Leto merita la prova d’appello. Ma quando arriverà?

Tra momenti spettacolari, e un buon utilizzo degli effetti speciali, è ottima la scelta delle canzoni che compongono la colonna sonora, altro punto di forza della pellicola (e ricorda la scelta stilistica di “Guardiani della Galassia”). Ma a questo si contrappongono forse i due difetti più grossi del film: il villain principale e la sceneggiatura.
Cara Delevingne / June Moon – Incantatrice infatti non convince: né la stessa attrice e modella, che appare fuori parte, e ancor meno la scrittura del duplice personaggio, la cui introduzione è affrettata e improvvisata, quasi risultando piazzata lì giusto per trovare un cattivo contro lui la Squad deve combattere. Ma, in realtà, il vero punto debole del film, e di questo DC Extended Universe, è il solito: la sceneggiatura, sotto quasi ogni aspetto dello sviluppo all’interno del film. David Ayer ha indubbiamente realizzato un lavoro notevole, ma, come spesso accade, dalle intenzioni non sempre si passa a riuscire nei fatti, perché “Suicide Squad” funziona poco nella parte centrale, sovrappone troppe trame parallele e lascia la sensazione di un progetto non perfettamente riuscito.
Ma, non per questo, non degno di attenzione, anzi: ci si diverte, e parecchio. Non è questo forse, che conta più di tutto, infine?

Il voto di “Ieri, Oggi, Domani”

2-stelle

I difetti sono tutti nella sceneggiatura e nella caratterizzazione non perfetta di molti dei personaggi. Ad eccezione di Deadshot e Harley Quinn, veri traini del film. Si poteva fare molto meglio, ma “Suicide Squad” resta un progetto da apprezzare almeno come idea iniziale. 

La scheda del film

“Suicide Squad”, regia di David Ayer – USA 2016 – Azione, Fantastico
interpreti principali: Will Smith (Deadshot), Margot Robbie (Harley Quinn), Viola Davis (Amanda Waller), Jay Hernandez (Diablo), Jared Leto (Joker), Joel Kinnaman (Rick Flag), Jai Courtney (Captain Boomerang), Adewale Akinnuoye-Agbaje (Killer Croc), Karen Fukuhara (Katana), Adam Beach (Slipknot), Scott Eastwood (Edwards), Cara Delevingne (June Moone / Enchantress), Common (Monster T), Jim Parrack (Frost), Ike Barinholtz (Griggs), James McGowan (Panda Man) e con Ben Affleck (Bruce Wayne / Batman) e Ezra Miller (The Flash)
Soggetto e Sceneggiatura: David Ayer, dai fumetti DC Comics
Montaggio: John Gilroy
Fotografia: Roman Vasyanov
Scenografia: Oliver Scholl
Costumi: Kate Hawley
Musica: Steven Price
Casting: Lindsay Graham, Mary Vernieu
Prodotto da Atlas Entertainment, DC Comics, DC Entertainment, Dune Entertainment, Lin Pictures per Warner Bros. Pictures
Formato: a colori
Durata: 123′
Uscita italiana: 13 Agosto 2016

3 pensieri riguardo ““Suicide Squad”, c’è del buono tra i cattivi

  1. Rieccomi! Anch’io ho recensito il film (https://wwayne.wordpress.com/2016/08/19/suicide-squad/), e mi fa piacere notare che, oltre agli stessi gusti cinematografici, abbiamo anche un’analoga tecnica di analisi dei film. Non a caso le nostre recensioni hanno molto in comune: entrambi abbiamo evidenziato l’assenza di trama, il fatto che questo non sia una gran perdita in un film d’intrattenimento come Suicide Squad, la colonna sonora da urlo, l’errore di marketing compiuto nello strombazzare in lungo e in largo la presenza del Joker… ci sono poi tanti altri aspetti che tu hai sviscerato nel post e io mi sono limitato a citare nei commenti, per evitare che la mia recensione venisse fuori troppo lunga. Tu invece sei riuscito ad inserirli senza diventare prolisso, e questo è uno dei tanti meriti del tuo post.
    P.S.: Lodevolissima la tua iniziativa di recensire vecchi film. Continua su questa strada, perché stai tirando fuori un post – capolavoro dietro l’altro.

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    1. Ho letto la tua recensione e sì, siamo praticamente d’accordo su tutto! Del resto gli aspetti da notare del film sono proprio questi e comunque mi è piaciuto, in definitiva, e se lo ha fatto anche nonostante i difetti, beh, obiettivo raggiunto!
      Grazie per il commento sulla recensione, la cui struttura cerco sempre di perfezionare, e sull’invito a proseguire nelle recensioni anche dei film passati che spero diventino sempre di più, anche vista la mia formazione di cinefilo col cinema classico. 🙂

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      1. Io almeno un vecchio film all’anno cerco sempre di recensirlo. L’anno scorso non l’ho fatto, perché da Marzo 2015 in poi ho avuto una grossa crisi di ispirazione che tuttora mi affligge; anche nel 2016 non ne ho ancora recensito nessuno, ma stavolta ho ancora un bel po’ di tempo per recuperare. Grazie a te per la risposta! 🙂

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