La seconda stagione di “Mr. Robot” con Universal: intervista a Grace Gummer

Grace Gummer Mr. Robot
È l’agente dell’FBI Dominique “Dom” DiPierro che deve indagare sull’attacco hacker della E “Evil” Corp. in “Mr. Robot”: Grace Gummer è un’attrice di talento e una figlia d’arte – ovvero della tre volte Premio Oscar Meryl Streep – con tante cose da raccontare sulla serie (vincitrice di due Golden Globes nel 2017) e sul suo ruolo, in particolare della preparazione necessaria per interpretarlo. Un’intervista che precede l’arrivo della seconda stagione in home video, con Universal Pictures Italia, dal prossimo 4 Luglio.

Le trame di Mr. Robot sono così complicate che a volte vanno oltre la nostra comprensione!

Grace: Sono nella tua stessa situazione. Dopo aver fatto il provino, poiché non avevo mai visto la serie, l’ho guardata e mi sentivo bene, dovevo solo ricordare qualunque cosa di cui stessero parlando e comprenderla pienamente. Ma mi sono resa conto che non era necessario alla fine. Ero in The Newsroom con Aaron Sorkin e ho imparato che imparare ogni singola parola non è la cosa più importante. Puoi buttarne via parte di esse.

Com’è andato dunque il tuo provino? Sapevi che ruolo stessi interpretando?

In realtà è stato davvero divertente. Sapevo esattamente cosa fosse e il personaggio proveniva anche da una scena che abbiamo girato proprio l’altro giorno. Ho preso il copione e ebbi una reazione del tipo “oh Dio, non avrò mai la parte. Penseranno probabilmente che non possa farlo”. Poi sono andata e l’ho avuta! Ma era esattamente ciò che è ancora nella sceneggiatura, fu molto preciso.

Potresti descrivere il tuo personaggio, Dom DiPierro?

Sulla trentina, agente dell’FBI, viene dal New Jersey. E proprio il suo accento del Jersey è evidente come la sua serietà.

Quindi, una volta che hai ottenuto il ruolo, hai dovuto rapidamente imparare l’accento del New Jersey?

Un accento del Jersey è fondamentalmente un accento di New York. Quindi se tu pensi a Brooklyn, Staten Island, New York, North Jersey, sono tutti tipi di accento dello stesso mondo. Sono nata e cresciuta a New York, quindi mi è familiare.

Hai dovuto cambiare colore dei capelli?

Sì, non sono una rossa…! Ho dovuto cambiare colore (per interpretare Dom, ndr) e in realtà è stato molto divertente, non avevo mai potuto fare una cosa di questo genere. Mi viene di solito chiesto di interpretare una parte di me stessa quindi è stato davvero divertente indossare un cappello ed essere una persona diversa.

Possono, le rosse, suscitare una differente attenzione?

Sì, la gente mi osserva. Il fatto è che le persone, specialmente gli uomini, guardano le bionde quando cammini per la strada. Ma con una rossa, la gente pensa “aspetta, ha i capelli rossi fiammeggianti”. Quindi sì, mi sto ancora abituando e non va con tutti i vestiti che possiedo. Ma continuo a pensare “non sono io, è Dom, non è Grace!”

Dom sembra essere molto più furba rispetto al tipico agente dell’FBI. Questo influisce nel tuo personaggio, e in un mondo come questo?

È interessante. Con questa serie pensi di sapere chi è questo personaggio all’esterno, ma non racconta tutto, e quello che vedi non è necessariamente tutto ciò che puoi cogliere. Penso che ci siano un sacco di sorprese e diversi livelli narrativi per Dom, ma mi sento come se stessi costantemente sorprendendomi.

Come prepari le riprese di una stagione quando gli episodi non sono girati in ordine cronologico?

Ho scritto tutto e pianificato tutto, ed è così stressante! Ma è divertente perché a volte sarò ancora sul set e sarà come aspettare, o chiedersi “questo è già accaduto?”. Quindi sì, è complicato girare tutto. È più di un film. Non ho mai voluto sapere cosa sarebbe accaduto al mio personaggio in anticipo, ma questo aiuta davvero per essere informati su ciò che devi fare e su dove stai andando. Soprattutto in questa serie, perché vi sono tante cose da fare e altrettante da ricordare.

Come ci si sente dopo una scena intensa?

Portia Doubleday (che interpreta il personaggio di Angela Moss, ndr) e io ci scriviamo e diciamo “oh mio Dio, sono così stanca!”. Scherzi a parte, è molto vicino al vero: è dura. È una difficile programmazione, e c’è parecchio lavoro, parecchie informazioni e molti elementi da seguire. Ma c’è anche molto di cui divertirsi e tutto ha un significato, non è fantascienza! È roba scottante, e non lo è allo stesso tempo, perché a Sam Esmail (creatore e regista di Mr. Robot, ndr) piace realizzare tutto in maniera molto realistica, vicina il più possibile al mondo reale. Penso sia il motivo per cui tutto sia molto bello e così popolare.

Nella prima stagione molti dei personaggi iniziano in un modo e finiscono con una nuova prospettiva, è ciò che accade nelle stagioni successive anche a Dom? E se è così, parli con Sam Esmail di questi cambiamenti?

Sì. Quindi se sono confusa, o preoccupata su qualcosa, potrò chiamare Sam, lui è molto disponibile e vuole parlarne. Faccio la maggior parte del lavoro da sola, ma, una volta sul set, Sam è come la bibbia, perché è tutto nella sua mente e sa esattamente quello che vuole. Quindi ogni volta che mi sento persa sa come farti rientrare. Questo perché Sam ne detiene il controllo, ha diretto e scritto ogni singolo episodio e quindi è più semplice andare da lui quando ti senti confuso. Ed è molto più sicuro, anche se stiamo girando fuori ordine: è il riferimento da cui puoi sempre andare. Ma sì, è difficile perché a volte devi rendere parti diverse del mio personaggio e non ha nulla a che fare con quello che invece farò dopo. E devo ricordare in seguito che è qualcosa che non avrò ancora fatto! Sì, è molto difficile tenerne traccia…

E cosa ci racconti delle scene con gli altri attori?

Beh, non posso raccontare molto, soprattutto per chi non ha ancora visto gli episodi, ma posso dire che la mia storia è una sorta di intreccio dentro e fuori da altre trame nella serie. La cosa bella della trama e del mio personaggio è che è da solo e non si basa su quello di Rami Malek o qualcun altro. Quindi è quasi come “il mio Mr. Robot”!. Quindi sì, tutti nella serie hanno un grande talento e ognuno di essi è un attore così grande che ti fa sentire come se volessi lavorare di più, e tutto questo ti fa anche stare meglio.

E ti sei dovuta allenare per fare le parti fisiche?

Sì, beh, è stata la mia prima volta con una pistola, quindi è stato davvero spaventoso. Ho dovuto fare della pratica per imparare a renderlo credibile. Ho appreso da un esperto di armi che, quando si tiene una pistola, non si tende a sparare come se tu avessi una spada, ma lo senti dal tuo profondo, ed è un aspetto che non conoscevo. Ma è terrificante, persino avere una pistola contraffatta su di te, o avere una pistola puntata. Ed è stato anche interessante perché sono andata negli uffici dell’FBI e ho incontrato gli agenti. Ho parlato con due agenti donne che lavorano nella divisione Cyber Crime e nonostante questo portano sempre con sé una pistola, anche quando escono con i loro amici. Quindi pure se sento quel  mondo così estraneo, ma comunque affascinante, ho voluto raccontare la loro storia nel modo più preciso possibile.

Sam parla del sessismo e del potere all’interno della società americana, c’è qualcosa di simile che vedremo per il tuo agente dell’FBI sul suo posto di lavoro?

Beh Dom, il mio personaggio, è così forte e si conosce molto bene: lei è una sorta di luce eternamente luminosa e ottimista in un mondo oscuro. E penso che le donne possano davvero portare avanti quella qualità. Ho parlato con le agenti dell’ufficio FBI e raccontavano che avrebbero voluto camminare lì dentro anche in una stanza piena di uomini, ma purtroppo tutti le fisserebbero, semplicemente: è la verità. E penso che Sam Esmail faccia davvero un buon lavoro prestando attenzione a questo e dando a Dom il cervello e le palle in questa storia. Penso che sia una che ha il coraggio e la sicurezza di sapere che quello che sta facendo è giusto.

Il lavoro di Sam Esmail è così affascinante ma può anche avere una tensione così sinistra, com’è stato per te far parte di questa visione?

A volte sembra molto evidente. Sam Esmail dirà “okay, sposta l’anca destra ma tieni le spalle allo stesso angolo”. Il modo in cui devi tenere il tuo corpo è molto tecnico a causa dell’angolo della fotocamera. A volte è difficile tenere il riferimento della linea, sapere quando devi girarti intorno, da che parte è la persona, perché tutto è di lato. Ma quando sei nella scena, non pensi davvero al fatto che la fotocamera sia solo su questo lato della tua faccia o che mostri soprattutto la stanza dietro di te. Ti dimentichi perché le parole sono molto più importanti. Anche i set sono così belli: è come un film, è così bello quello che fanno per crearlo. E anche se sembra tecnico, c’è parecchia libertà di muoversi, perché hai lì davanti uno schermo intero per poterlo fare.

(Courtesy of Universal Pictures)


Mr. Robot
, Stagione 2

Prod.: USA, 2016
Genere: Drammatico, Thriller
Creata da Sam Esmail
Cast: Rami Malek, Carly Chaikin, Portia Doubleday, Christian Slater, Martin Wallström, Michael Cristofer, Grace Gummer, Stephanie Corneliussen, BD Wong, Sunita Mani, Azhar Khan, Omar Metwally, Michael Drayer
Episodi: 12
Durata: 600′

Sinossi: Dopo aver messo in ginocchio il sistema bancario mondiale, Elliot ha cambiato vita e mantiene una routine ripetitiva nel tentativo di indebolire l’influenza di Mr. Robot (che gli appare continuamente per tormentarlo). La fsociety, intanto, continua ad agire sotto la guida di Darlene, la quale, hackerata la casa dell’avvocato della E-Corp Susan Jacobs, la utilizza come punto d’appoggio in caso di necessità.

Disponibile dal 4 Luglio

Blu-ray
Dischi: 4
Video: 1080p High Definition, a colori
Audio: Italiano (Dolby Digital 5.1), Inglese (DTS 5.1)
Sottotitoli: Italiano

DVD
Dischi: 4
Video: 576p Standard Definition, a colori
Audio: Italiano (Dolby Digital 5.1), Tedesco (Dolby Digital 5.1), Inglese (Dolby Digital 5.1), Spagnolo (Dolby Digital 5.1)
Sottotitoli: Tedesco, Inglese, Danese, Finlandese, Norvegese, Svedese, Spagnolo

2 Replies to “La seconda stagione di “Mr. Robot” con Universal: intervista a Grace Gummer”

  1. Mr. Robot è una delle poche serie TV che è riuscita ad essere ancora più attenta alla storia e ai personaggi nella seconda stagione rispetto alla prima. Il personaggio della DiPierro è un’ottima new entry e si nota subito che la sua complessità sarà un valore aggiunto per tutta la stagione.
    Ottima serie e ottimo post.

    Piace a 1 persona

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