The Wolf of Wall Street, la recensione

Un film molto atteso, vincitore di due Golden Globes, candidato a cinque Oscar, esaltato dalla maggior parte della critica americana, e finalmente dal 23 Gennaio anche nelle sale italiane: parliamo di “The Wolf of Wall Street”, diretto da Martin Scorsese, protagonista un immenso Leonardo Di Caprio.

Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio) è giovane e ambizioso. Siamo a fine anni ’80 e viene assunto da un’agenzia che mette su i nuovi broker a Wall Street e, secondo il suo capo Mark Hanna (Matthew McConaughey), per andare avanti in quel settore sono necessarie tre cose: l’autoerotismo (che placa il desiderio sessuale impellente), la droga (che ti dà la giusta ‘spinta’) e saper truffare per bene i clienti, o meglio, fargli credere che i soldi che investe in azioni saranno sempre di più, per poi accorgersi che non è esattamente così, e nel frattempo intascare per sè la giusta cifra. Ma presto un crollo della Borsa, nel “Black Monday” del 19 Ottobre 1987, gli farà perdere il lavoro e, con l’aiuto morale della prima moglie Teresa (Cristin Milioti), troverà un nuovo posto di broker partendo da locali agenzie e vendendo azioni di piccolo valore spacciandole come azioni di livello superiore. Presto gli affari andranno a gonfie vele e, con l’aiuto di vecchi amici del quartiere e del nuovo collaboratore Donnie Azoff (Jonah Hill) fonda la Stratton Oakmont, agenzia di brokeraggio che, con i collaudati metodi del tutto illegali, rapidamente gli assicura fortuna, denaro, donne, tra cui la nuova bellissima moglie Naomi (Margot Robbie), ma anche amici, nemici e droga allo sfinimento, usata per ‘resistere’ alle continue tensioni, ma anche, insieme al sesso, come stile di vita. Il nuovo lupo di Wall Street però dovrà molto presto anche fare i conti con l’FBI e con l’agente Patrick Denham (Kyle Chandler), che è sulle sue tracce.

Locandina italiana The Wolf of Wall Street

Un capolavoro per ritmo, esplosività, tre ore filate piene di colori, immagini, eccessi. Un ritratto di una società estrema, di un ambiente che a guardarlo così ti chiedi: ma è davvero possibile?

Basato sull’autobiografia del vero Jordan Belfort e scritto da Terence Winter(candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale), Scorsese ha realizzato uno tra i suoi migliori film, a mio avviso. Ci sono molti degli elementi del Cinema del regista: il racconto con la voce fuori campo del protagonista; il montaggio utilizzato come strumento fondamentale che dà una cadenza personale al film, con il fermo immagine e il riavvolgimento dei brevi periodi che consegnano ancora più originalità all’opera; il percorso di ascesa e poi caduta del personaggio principale e di chi lo circonda, schiacciati dalla loro eccezionale ingordigia. Scorsese (candidato all’Oscar per la Miglior Regia) mescola perfettamente la sua visione di Cinema e ci aggiunge un pò di pura follia attraverso la quale ottiene un film eccezionalmente sopra le righe e che regala una scarica di adrenalina allo spettatore.

Jordan Belfort ha, come molti, ambizione. Ma lui, a differenza di tanti, ne ha troppa: ha la certezza di diventare un milionario. Ci metterà poco ad abbandonare i buoni propositi di giovane broker per trasformarsi in un avido lupo dell’alta finanza, che brucia denaro e droga senza misura. Ciò che al giovane Belfort sembravano un mucchio di stranezze diverranno pane quotidiano; eh sì, perché il sesso è necessità, la droga, di qualunque tipo e in qualunque forma, in polvere o in pillole, è motore indispensabile per sopravvivere a Wall Street e al mondo della finanza, ovvero alle pressioni alle quali è sottoposto ogni giorno, avendo milioni di dollari tra le proprie mani. Il lusso è conseguenza degli introiti incredibili dell’agenzia, che promette soldi e guadagni in borsa, ma chi ne trae vantaggi è solo la Stratton Oakmont. Tanto che a un tratto, la domanda che Belfort/Di Caprio si fa e propone al pubblico è: “ma tutto questo era legale? Assolutamente no!”.


E, del resto, gli altri personaggi sono spassionatamente “folli” quanto Belfort: dai vecchi conoscenti che assume come collaboratori; al nuovo amico e fedele consigliere Donnie, che vivrà di eccessi quasi a sfinirsi (SPOILER: strepitosa una sequenza in tal proposito, pazzesca per quanto è forte e cruda), un ruolo straordinariamente interpretato da Jonah Hill (candidato all’Oscar come Miglior Attore non protagonista); alla seconda moglie, Naomi Lapaglia, bellissima e opportunista tanto che non si farà scrupolo di far ammattire Jordan e in fondo sfruttarlo, interpretata dalla bravissima Margot Robbie, una rivelazione in quanto a talento e fascino.
E poi c’è lui, il grande Leonardo Di Caprio, che dopo il Golden Globe conquistato deve sperare senza dubbio anche nel Premio Oscar, e stavolta l’Academy non potrà esimersi dal considerare Leo come il Miglior Attore protagonista tra i candidati. La felice intesa artistica con Scorsese raggiunge un vertice altissimo, per capacità sulla scena e resa del personaggio. Di Caprio ci mette tutto sè stesso ed è incontenibile, geniale e dà l’idea di come Belfort sia veramente insaziabile di ogni cosa sia lusso. Mostruoso.

Ma, in definitiva, e secondo il mio parere, la forza prorompente del film sta nel saper mostrare gli eccessi e le esasperazioni, senza mettersi a giudicare i protagonisti che descrive. Non è un film sull’alta finanza, ma sulle persone che di quell’ambiente fanno parte , nello specifico, di Jordan Belfort e la sua combriccola. Scorsese osserva, mostra, esibisce, ma lascia a noi, se lo si vuole, il compito di trarre le valutazioni. Ed è il miglior modo di porsi di fronte a tutta la scalata e caduta di Belfort, ottenendo così uno spettacolo non fine a sè stesso ma assolutamente significativo. Perché gli spunti di riflessione non mancano di sicuro, ben celati da un’apparenza di lusso che copre la drammatica meschinità dei personaggi di questa storia. “The Wolf of Wall Street”, anche candidato all’Oscar come Miglior Film, è un gioiello davvero da non perdere.

Il voto di “Ieri, Oggi, Domani”

4-stelle

Un’opera che fa dell’intensità il suo punto di forza evidente, con un Leonardo DiCaprio superlativo, diretto da uno Scorsese che accentua ogni dettaglio narrativo e si serve di un montaggio frenetico per raccontare una storia totalmente fuori dagli schemi.

La Scheda del Film

“The Wolf of Wall Street”, diretto da Martin Scorsese – USA 2013 – Commedia, Biografico
con Leonardo DiCaprio (Jordan Belfort), Jonah Hill (Donnie Azoff), Margot Robbie (Naomi Lapaglia), Matthew McConaughey (Mark Hanna), Kyle Chandler (Patrick Denham), Rob Reiner (Max Belfort), Jon Favreau (Manny Riskin), Jean Dujardin (Jean-Jacques Saurel), Cristin Milioti (Teresa), Joanna Lumley (Emma), Christine Ebersole (Leah Belfort), Katharina Cas (Chantalle), Jon Bernthal, Ethan Suplee, Shea Whigham, Ben Leasure, Michael Jefferson, Chris Riggi, J.C. MacKenzie, Matthew Rauch, Jake Hoffman
Soggetto: basato sull’autobiografia di Jordan Belfort
Sceneggiatura: Terence Winter
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Scenografia: Bob Shaw
Costumi: Sandy Powell
Prodotto da Red Granite Pictures, Paramount Pictures per 01 Distribution, Rai Cinema, Leone Film Group, colore, 179′
VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI

Giuseppe Causarano

6 thoughts on “The Wolf of Wall Street, la recensione

    1. L’ho adorato anche io! Era da tempo che non saltellavo sulla poltrona del Cinema per tre ore, grazie al ritmo eccezionale di questo capolavoro che letteralmente ti travolge! 😀 Avrebbe meritato molta più attenzione da parte dell’Academy, in quanto a premiazioni…e, ad esempio, è stata invece solo l’ennesima Nomination per Leo, purtroppo!

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