“Sulla mia pelle”, e senza un perché


Una storia da raccontare, drammatica e disperatamente ingiusta, e la vita di un ragazzo di 31 anni spezzata da uno Stato che da garante dei diritti si trasforma in carnefice: parliamo di “Sulla mia pelle”, film diretto da Alessio Cremonini e con Alessandro Borghi protagonista nel ruolo di Stefano Cucchi.

A Roma si consuma, tra il 15 e il 22 Ottobre 2009, all’interno di stazioni dei Carabinieri, aule di Tribunale, ospedali e il carcere di Regina Coeli la tragedia di un ragazzo arrestato dalle Forze dell’ordine, picchiato durante le fasi preliminari della detenzione e trasportato, senza umanità, da un luogo all’altro, con le sue condizioni di salute non comprese o volontariamente celate da terzi che vanno a peggiorare progressivamente conducendolo al decesso.

Incredibile a pensarlo. Eppure nelle carceri italiane muoiono – per svariate ragioni – tanti, troppi detenuti ogni anno. Qual’è stata la colpa di Stefano? Nessuna. Non avrebbe potuto pagare il suo conto con la giustizia come la legge prevedeva? Eppure qualcuno si è eretto a giudice prima di un magistrato, qualcuno ha voluto sfogare i suoi istinti violenti (magari solo trattenuti da una divisa) su un ragazzo in difficoltà, che era già stato nel tunnel della droga e non ne era davvero uscito. Menzogne, false accuse, depistaggi hanno portato a un primo processo con elusione di condanna per tutti i responsabili nei tre gradi di giudizio ma, grazie alla battaglia condotta dalla sorella Ilaria, si è riaperta per la seconda volta un’inchiesta che ha portato all’instaurazione di un nuovo procedimento giudiziario e il rinvio a giudizio per cinque imputati.

Ma qui vogliamo solo ricordare per linee generali i fatti. Ciò che urge sottolineare è la qualità narrativa e interpretativa de Sulla mia pelle, che racconta in maniera asciutta e diretta – senza risparmiare nulla allo spettatore – la vicenda di Stefano Cucchi, che ha scosso l’opinione pubblica e ha smosso le coscienze di molti. Il film cerca di fare luce dove si è tentato di mantenere il buio, di fare emergere silenzi e reticenze, e soprattutto vuole ricordare la figura di un ragazzo come tanti che nella sua vita ha commesso degli errori ma non doveva scontarli a prezzo della sua esistenza terrena. Inaccettabile in un Paese civile, dove la Costituzione garantisce dei diritti fondamentali, e dove i cittadini non possono essere vittime del volto prevaricatore delle componenti irrimediabilmente corrotte dello Stato.

Un film di impegno civile il quale, tra la stretta cronologia degli accadimenti e la volontà decisa nel sottolineare il dramma umano di Cucchi, riesce a mantenere una linea assolutamente precisa, non risultando di facile approccio ma proprio per questo da ammirare ancora di più.
Nel ruolo di Stefano, Alessandro Borghi firma la sua interpretazione più importante, che lo conferma come uno dei migliori talenti emersi in Italia negli ultimi anni. Una prova psicologicamente e fisicamente ardua, che porta in scena l’animo e il corpo straziato di un uomo che si abbandona, ineluttabilmente, non riuscendo a resistere contro un sistema più forte di lui.

Sulla mia pelle, presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 75, è distribuito da Lucky Red in sale selezionate ed è già disponibile su Netflix.

Il voto di Ieri, Oggi, Domani

“Sulla mia pelle” non risparmia nulla. E colpisce profondamente, scuote l’animo. Alessandro Borghi semplicemente straordinario. Un grande esempio di cinema asciutto e diretto.

Scheda tecnica

Sulla mia pelle, regia di Alessio Cremonini – Italia 2018 – Drammatico
interpreti principali: Alessandro Borghi, Max Tortora, Milvia Marigliano, Jasmine Trinca, Andrea Lattanzi
Soggetto e Sceneggiatura: Alessio Cremonini, Lisa Nur Sultan
Fotografia: Matteo Cocco
Montaggio: Chiara Vullo
Scenografia: Roberto De Angelis
Costumi: Stefano Giovani
Musica: Mokadelic
Prodotto da Cinemaundici per Lucky Red e Netflix
Formato: a colori
Durata: 100′
Uscita italiana: 12 Settembre 2018

“Quanno ‘a smetteremo de racconta’ sta stronzata de ‘e scale?”
“… quanno ‘e scale smetteranno de menacce”

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