Tenet: l’evoluzione del cinema di Christopher Nolan

Era la novità cinematografica più attesa del 2020. Ma un anno traumatico per il mondo intero ne ha ritardato l’uscita nelle sale internazionali e solo la passione di Christopher Nolan per il cinema ha permesso che ci arrivasse. E per fortuna: TENET ha restituito significato all’intera ultima annata del grande schermo e ha ribadito ancora una volta come il regista britannico sia un autore di riferimento nel panorama internazionale, attraverso una pellicola ambiziosa e dalla portata visiva straordinaria.

UNA SOLA PAROLA: TENET

Per fare quello che faccio, devo avere un’idea della minaccia che affrontiamo.

Da quello che so, cerchiamo di evitare la terza guerra mondiale.

Un agente della CIA prende parte a un’operazione russa sotto copertura per salvare un collega compromesso, e per ritrovare un oggetto non identificato durante un attacco terroristico al Teatro dell’Opera di Kiev. Poco dopo, raggiunti gli obiettivi, l’agente viene salvato da un uomo armato e mascherato, che apparentemente uccide un altro individuo con un proiettile sparato con una traiettoria invertita. Nuovamente con i russi, l’agente sarà però torturato e costretto a inghiottire una pillola al cianuro per non rivelare informazioni fondamentali. Ma egli non morirà: anzi si risveglierà a bordo di una nave, sulla quale gli viene spiegato che quella missione non era che una prova di lealtà perché venisse ingaggiato da un’organizzazione segreta chiamata “Tenet”.

Condotto in un laboratorio, l’agente – che poco alla volta scoprirà di essere il vero Protagonista degli avvenimenti cui va incontro – viene introdotto da una scienziata allo studio su alcuni proiettili la cui entropia risulta “invertita” e che pertanto si muovono all’indietro nel tempo. La donna ritiene che nel futuro sia stata inoltre sviluppata una tecnologia che consenta agli oggetti di spostarsi all’indietro per mezzo dell’inversione del flusso temporale, e che esista un’arma in grado di distruggere il passato, pronta ad essere utilizzata come confermato da alcuni indizi. Così, la nuova missione avrà come unico obiettivo il salvataggio dell’umanità stessa inseguendo un potente e ricco nemico e condividendo con altri collaboratori – tra cui il misterioso Neil – le informazioni necessarie per trovare quell’apocalittico strumento.

EVOLUZIONE NOLANIANA

Viaggio nel tempo? No. Inversione.

Dopo qualche tempo dall’uscita nelle sale (prima che, purtroppo, chiudessero nuovamente per le note ragioni) e dopo il recentissimo esordio in home video (sia in digitale che su supporto fisico), più che soffermarci sull’intreccio narrativo appena accennato – il quale merita di essere apprezzato direttamente da ogni spettatore più che svelato nella sua interezza in questa sede – è forse più interessante riflettere sugli aspetti principali del cinema di Christopher Nolan che è possibile ritrovare in questo undicesimo lungometraggio del regista.

Gran parte del pubblico immaginava già dalla pubblicazione degli spettacolari trailer che TENET avrebbe rappresentato un sequel di Inception o che avrebbe richiamato le ambientazioni del capolavoro scritto e diretto da Nolan nel 2010. In realtà, la nuova pellicola del cineasta britannico rappresenta un’evoluzione della sua filmografia, grazie ad argomenti ancora inesplorati e di grandissimo interesse: complessi ma non inavvicinabili, per quanto facilmente sfuggevoli.

Come in Interstellar, anche in TENET l’umanità ha bisogno del futuro per tentare di comprendere il presente (e il passato). Le azioni compiute nell’oggi potranno ripercuotersi nel domani ma, in questa circostanza, è piuttosto qualcuno che opera nell’avvenire a poter determinare l’esistenza dell’umanità, per mezzo di uno strumento (l’algoritmo) che può letteralmente invertire e manipolare il corso degli eventi. È indubbio che tali elementi narrativi creino un fascino innegabile ma, anche perché sospesi tra scienza e fantascienza, debbano essere accolti con un atto di fede (citando ancora Inception) dallo spettatore. In TENET, Nolan utilizza, ancora una volta, il fattore tempo come fondamentale nel determinare la vita stessa e a scolpirne l’essenza.

Leggi anche: DUNKIRK: IL TEMPO, LA PAURA, IL RISCATTO 

In Memento, la memoria a breve termine porta il protagonista Leonard a trovarsi continuamente fuori dal tempo; in The Prestige, Borden e Angier ingaggiano una lotta contro il tempo per vincere la sfida fatale che hanno intrapreso; in Inception, il tempo dentro i sogni è l’unica arma utile affinché l’innesto possa penetrare nella mente del soggetto prescelto, e a ogni livello del sogno la velocità del suo trascorrere cambia repentinamente; è quello che accade anche in Interstellar dove, per la teoria generale della relatività e della dilatazione temporale gravitazionale, tra la varie galassie esso viene scandito diversamente, determinando la riuscita o meno della missione che coinvolge parallelamente Cooper, Amelia Brand e Murph; in Dunkirk, il racconto si dipana su tre piani temporali (una settimana sulla terraferma, un giorno in mare e un’ora in aria) e ogni minuto è prezioso per tratte in salvo l’esercito britannico intrappolato dai tedeschi sulle coste francesi nel maggio 1940. 

L’ossessione di Nolan per il tempo è il riferimento assoluto anche in TENET, ma in questa occasione il regista e sceneggiatore entra nelle pieghe temporali, maneggiando questa apparente ma cruciale dimensione con l’ennesima scelta coraggiosa della sua carriera, soprattutto dal punto di vista narrativo.

Ma c’è di più. Non entrando, come si diceva in precedenza, nei dettagli della trama, possiamo affermare come TENET sia in realtà molto più essenziale di quanto si creda, almeno stando a quanto da più parti si è invece detto e scritto. Non mancano altri riferimenti, oltre all’ampiamente menzionato fattore tempo, ad altre tematiche già affrontate in passato da Nolan. Ad esempio, un personaggio principale che si ritrova, apparentemente ben oltre le proprie intenzioni, al centro della scena (il Protagonista ricorda per certi versi il Cooper di Matthew McConaughey) ma che comprenderà invece di essere il fulcro di quanto accade attorno a lui. 

Ma TENET, sebbene non si possa considerare asciutto (anche in termini di durata) come Dunkirk, non si perde in divagazioni e mantiene un obiettivo preciso: l’azione pura è l’obiettivo che Nolan si pone e che raggiunge con risultati eccellenti. Uno dei segreti per lasciarsi catturare dal film è di non tentare di comprenderlo ma di sentirlo. Non che l’occhio critico debba essere tralasciato, s’intende: ma se non ci si lascia pienamente coinvolgere dall’intensità delle sequenze e dalla potenza visiva e sonora che la pellicola trasmette, non si potrà cogliere lo spirito di TENET né le reali intenzioni dell’autore britannico che, come di consueto, stimola sì lo spettatore a riflettere, ma ha voluto divertirsi sfoggiando tutto il proprio talento in ogni singola scena, grazie all’impatto che soltanto l’esperienza del grande schermo può garantire. Spettacolo assicurato, 150 minuti di intrattenimento come forse nessun altro autore può offrire: ecco perché Nolan ha fatto di tutto per portare il film nelle sale (aprendo anche uno scontro dialettico con la Warner Bros. Pictures) e, sebbene per un periodo molto ristretto, ha regalato a TENET il palcoscenico ideale.

A questo proposito, basti pensare alla sequenza inziale, alla battaglia finale e, soprattutto, a quella con un aereo protagonista che già aveva impressionato quando era stata presentata nel trailer che anticipava l’uscita di TENET. Niente grafica computerizzata per l’occasione, ma esecuzione del tutto reale. «Avevo programmato di girare utilizzando miniature di un aereo, con alcuni pezzi costruiti sul set e una combinazione di effetti visivi e tutto il resto», ha raccontato il regista britannico in un’intervista. Mentre stava studiando sulle location di Victorville, in California, la squadra creativa ha ritrovato un’ampia serie di vecchi aerei. «Abbiamo fatto i nostri conti ed appariva evidente che sarebbe stato molto più efficace acquistare un vero aereo a grandezza reale, e realizzare la sequenza dal vivo con la macchina da presa, che costruire miniature e concludere con la computer grafica. Abbiamo lavorato molto bene insieme a Scott Fisher, il nostro supervisore agli effetti speciali, e allo scenografo Nathan Crowley, che ha ideato come portare a termine questa sequenza attraverso la macchina da presa. È stato davvero entusiasmante prendere parte a tutto questo.» (fonte intervista Movieplayer.it)

Ed altrettanto entusiasmante per gli spettatori potersi fregiare dell’arte cinematografica di Nolan.

Leggi anche: TENET, RECENSIONE: IL CINEMA DI CHRISTOPHER NOLAN AL QUADRATO

LAVORO DI SQUADRA

Viviamo in un mondo crepuscolare. Nessun amico al tramonto.

Una delle peculiarità della cinematografia di Christopher Nolan è rappresentata dall’imponenza dei cast che il regista assembla ad ogni nuovo film. In TENET abbiamo però assistito a un deciso cambio di rotta. John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Clémence Poésy, Dimple Kapadia, Martin Donovan e Aaron Taylor-Johnson hanno rappresentato dei nuovi ingressi nell’universo nolaniano. Ma abbiamo apprezzato anche Kenneth Branagh, già co-protagonista in Dunkirk, e naturalmente Michael Caine, ormai alla settima collaborazione con Nolan (ottava se si considera l’apparizione come voce fuori campo nella versione originale del capolavoro di guerra del 2017). La vera forza degli interpreti che il regista britannico sceglie sta nell’affiatamento che si instaura tra di essi, il quale poi verrà tradotto armonicamente da Nolan sullo schermo. Più che l’individualità, almeno nei film più recenti, è la coralità ad emergere.

TENET, basato sulla propria sceneggiatura originale, è stato ancora una volta girato da Nolan in IMAX e in pellicola 70mm. Per quanto concerne il team creativo, oltre al già citato scenografo Nathan Crowley (plurinominato all’Oscar e fondamentale nel saper organizzare ogni dettaglio tra le numerose location internazionali, tra cui l’Italia, e le riprese negli studi), l’autore britannico si è avvalso della collaborazione del direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (per la terza volta dopo Interstellar e Dunkirk), della montatrice Jennifer Lame (che ha firmato un lavoro eccezionale il quale certamente le tributerà giusti riconoscimenti), del costumista Jeffrey Kurland e del supervisore degli effetti visivi Andrew Jackson. E poi v’è la vera svolta: dopo sei film che avevano costituito un vero (e insuperabile) sodalizio artistico, a causa di precedenti impegni ma anche di una legittima voglia di sperimentare, Nolan non ha chiesto di firmare la colonna sonora ad Hans Zimmer bensì al compositore svedese Ludwig Göransson. E il risultato si è rivelato assolutamente sorprendente.

Dal tema d’apertura “Rainy Night In Tallinn” (che segue la consueta scala sonora crescente così apprezzata da Nolan), seguito da “Windmills”, la soundtrack propone una varietà di soluzioni musicali che delineano la personalità dei personaggi (“Meeting Neil”, “Priya”, “Sator”) e raccontano, con un perfetto incontro tra (preponderante) parte elettronica e parte orchestrale (soprattutto fiati e archi) i vari passaggi del film, regalando alcuni punti davvero entusiasmanti. In particolare, nei brani “Foils” (con accento drammatico), “Posterity” e nel tema portante, “The Protagonist”. Da evidenziare anche “The Plan”, pezzo firmato dal rapper Travis Scott.

Con un budget stimato di 205 milioni di dollari, TENET è stato il film più costoso nella carriera di Christopher Nolan, al quale aggiungere i costi per la promozione. L’incasso globale al botteghino internazionale si è fermato a circa 364 milioni di dollari, quindi al di sotto di una cifra che avrebbe permesso alla Warner Bros. Pictures un guadagno netto, per quanto manchino ancora i dati del mercato dell’home video (estremamente rilevante in questo momento).

Nonostante la determinazione di Nolan nel portare TENET nelle sale abbia, come anticipavo precedentemente, causato una diatriba con la major (che accompagna dai tempi di Insomnia il percorso cinematografico del regista) e portato a una frattura (che speriamo si ricomponga) quando la casa hollywoodiana ha annunciato recentemente di voler privilegiare la propria piattaforma streaming (HBO MAX) rispetto alla distribuzione classica sul grande schermo, è impossibile non apprezzare l’amore per il cinema dell’autore londinese, il quale si è ormai da tempo dedicato ai valori culturali che esso racconta e alla salvaguardia della pellicola, all’importanza tradizione e allo sviluppo della tecnologia applicata al mondo dell’audiovisivo. Qualcuno, da più parti, è sembrato quasi voler dire a Nolan “che ti aspettavi portando il film in sala in piena pandemia internazionale?”, anziché applaudire al nobile tentativo che è, invece, pienamente riuscito, al netto dei freddi numeri.

TENET è un’opera dedicata a tutti gli appassionati, e va ammirata e apprezzata sia per la sua rilevanza artistica, come ogni nuovo film targato Christopher Nolan, che per aver rappresentato una possibilità di rinascita e un messaggio di resilienza per l’intero settore cinematografico mondiale. Un esempio da cogliere senza indugio.

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La scheda del film

TENET, regia di Christopher Nolan
Prod.: USA, Gran Bretagna
Anno: 2020
Genere: Azione, Fantascienza, Drammatico
Cast: John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Michael Caine, Kenneth Branagh, Fiona Dourif, Andrew Howard, Wes Chatham, Himesh Patel, Martin Donovan, Anthony Molinari, Jack Cutmore-Scott, Yuri Kolokolnikov, Sean Avery, John Orantes, Mark Krenik, Laurie Shepherd, Denzil Smith
Soggetto e Sceneggiatura: Christopher Nolan
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Montaggio: Jennifer Lame
Scenografia: Nathan Crowley
Costumi: Jeffrey Kurland
Musica: Ludwig Göransson
Casting: John Papsidera
Una presentazione Warner Bros. Pictures, prodotto da Syncopy per Warner Bros. Pictures
Formato: a colori
Durata: 150′
Uscita italiana: 26 Agosto 2020
Uscita USA: 3 Settembre 2020

Pubblicato da Giuseppe Causarano

Laureando in Storia, politica e relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Catania, mi dedico da sempre alle mie più grandi passioni, il Cinema e la Musica: un percorso che mi ha portato a scrivere per diversi siti ma soprattutto a lavorare per il prestigioso Movieplayer.it. Seguo anche i principali eventi italiani e internazionali dell'attualità, dello spettacolo, dello sport (soprattutto motori, calcio e ciclismo in particolare) e della cultura in generale.

Una opinione su "Tenet: l’evoluzione del cinema di Christopher Nolan"

  1. Un’analisi veramente molto interessante. Tenet era un film molto ambizioso che però dimostra molti difetti. Nonostante tutto è stato molto interessante e ho apprezzato molto il tuo articolo.

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